Difesa della vita e tutela dell’ambiente: il viaggio lampo di Papa Leone a Monaco
Quattro discorsi e tre incontri con la gente, oltre alla cerimonia di benvenuto con il principe Alberto II: è la prima volta di un pontefice a Montecarlo in epoca modernaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo la Turchia e il Libano sulle orme di un viaggio già immaginato da Francesco per commemorare i 1700 anni dal Concilio di Nicea, l'aereo o meglio, in questo caso, l'elicottero, di papa Leone, seguirà la rotta che dal Vaticano lo porterà nel Principato di Monaco, meta, domani, del suo secondo viaggio apostolico internazionale e prima in assoluto di un Papa in visita a Montecarlo in epoca moderna.
Quattro discorsi, tre incontri con la gente, compresa la grande messa finale, una inedita cerimonia di benvenuto da parte del principe, 8 ore complessive sul suolo monegasco, sono i numeri di un viaggio concretizzatosi in tempi brevissimi (l'invito di Alberto II risale al gennaio scorso) e rispetto al quale nello stesso Principato (una monarchia costituzionale membro dell'Onu), ancora si respira un'aria di sorpresa e meraviglia per l'accettazione da parte di Leone.
La difesa della vita, la tutela dell'ambiente, l'uso responsabile della ricchezza saranno alcuni dei temi al centro di una giornata che vedrà accomunati due capi di stato che condividono la religione cattolica come religione di stato e una legislazione più che stringente sull'aborto. Nel Principato, l'interruzione di gravidanza rimane illegale nella maggior parte dei casi e nonostante il Consiglio Nazionale avesse approvato nel maggio del 2025 una proposta di legalizzazione, proprio Alberto II aveva bloccato la legge nel novembre successivo. Ora l'interruzione è consentita solo in casi eccezionali come stupro, malformazione fetale o rischio per la vita della madre.
"Sarà un'occasione per una prima parola all'Europa e agli europei", sottolinea anche il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni che invita a guardare Monaco come a una "laboratorio".
Di certo balza all'occhio che il Principato sia il Paese più ricco al mondo con un reddito pro capite di circa 250 mila euro. Particolari che incuriosiscono e che sollevano interrogativi cui non si sottrae mons. Luca Favretto, vicario della Cattedrale dell'Immacolata Concezione, uno dei prelati più coinvolti nella visita. «Il Vangelo non si scaglia contro la ricchezza ma contro l'arroganza», ha precisato, «e chissà che proprio in un posto del genere con tali e tante disponibilità e potenzialità si possa far risuonare un appello alla generosità, che non è solo quella economica o materiale».
(Unioneonline)
