La libertà potrebbe costare a Jacques e Jessica Moretti 400mila franchi svizzeri, circa 430mila euro. A tanto ammonta la cauzione che la procura generale di Sion ha chiesto per i proprietari del Constellation di Crans-Montana, indagati per omicidio, lesioni e incendio colposo dopo il rogo di Capodanno, dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite.

In attesa che il Tribunale di garanzia si pronunci, definendo anche quali misure cautelari applicare, come per esempio il braccialetto elettronico, l'uomo rimane in carcere, mentre la moglie è sottoposta all'obbligo di firma e al divieto di espatrio, avendo dovuto anche consegnare anche il passaporto.

La Svizzera è anche al lavoro per definire un pacchetto di interventi economici destinati alle famiglie delle vittime, con misure di emergenza, aiuti per le spese mediche e poi indennizzi più cospicui. Varie iniziative, in gran parte già regolate da una legge federale per l'aiuto alle vittime di reati, con erogazioni che, in alcuni casi, supererebbero i duecentomila franchi. Escludendo ovviamente la problematica assicurativa che dovrà essere poi definita alla luce degli esiti giudiziari.

Nel frattempo in Italia procede l'attività della procura di Roma che ha aperto un'indagine per omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio. Su sua delega la procura milanese ha inviato oggi ai legali che assistono le famiglie di Chiara Costanzo e Achille Barosi l'avviso di fissazione dell'autopsia con cui si dovrà stabilire le cause della morte. Inoltre Antonio Bana e Stefano Cassamagnaghi, legali dei genitori di Achille, stanno procedendo con la costituzione di parte civile nell'indagine svizzera.

L'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado oggi ha incontrato a Sion Stéphane Ganzer, consigliere di Stato per la sicurezza del Cantone del Vallese, l'equivalente del ministro degli interni, ricevendo «assicurazioni sul fatto che l'inchiesta verrà condotta con rigore e indipendenza». Secondo il diplomatico «da parte dei vertici del Cantone del Vallese c'è la massima collaborazione con le autorità italiane e un impegno ferreo: anche loro si attendono risposte perché in questa tragedia ci sono anche vittime vallesane».

Nelle prossime ore si attende dunque l'ordinanza del Tribunale vallesano riguardo alle misure cautelari per i coniugi Moretti, proposte dagli inquirenti esattamente una settimana fa, dopo un interrogatorio fiume durato quasi 7 ore. Erano state motivate da un pericolo di fuga, accogliendo solo in parte le richieste degli avvocati dei famigliari delle vittime che hanno anche invocato un pericolo di inquinamento delle prove. «Sia il rischio di inquinamento delle prove che il rischio di fuga sono sufficienti per l'arresto dei due sposi in detenzione cautelare», ha scritto alla procura l'avvocato Nina Fournier legale di alcune vittime, chiedendo anche il sequestro di tutti i beni e immobili della coppia. Mikael Guerra, un altro legale delle vittime, ha evidenziato che «il rischio di fuga è concreto e serio, tanto più alla luce del divieto di esercitare l'attività pronunciato dal Comune già il 5 gennaio. Ne consegue che ogni interesse economico in Svizzera della coppia, di nazionalità francese, è ormai venuto meno, rivelando pertanto un indebolimento, se non un'assenza, di attività professionale in Svizzera». Secondo Guerra «la facilità di lasciare il territorio in quanto cittadini francesi, tanto più considerata la presenza di confini terrestri, non garantisce alcun controllo sulla loro presenza e disponibilità». 

(Unioneonline)

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