Si aggrava il bilancio della crisi migratoria che ha investito Ceuta, l'enclave spagnola in Marocco presa d'assalto da decine di migliaia di persone nel tentativo di entrare in territorio europeo. Nelle ultime ore è salito a 43 il numero dei migranti morti durante le traversate verso la città autonoma, mentre il governo spagnolo accelera i rimpatri, l'Unione europea ribadisce il sostegno a Madrid e il premier Pedro Sanchez parla di un «attacco» alla sovranità territoriale della Spagna.

«Una pressione migratoria senza precedenti che potrebbe superare la crisi del maggio 2021, quando quasi diecimila persone entrarono in città in pochi giorni», scrivono i media locali. Solo nell'ultima settimana sono entrati nell'enclave migliaia di migranti, la maggior parte attraversando a nuoto la diga frangiflutti di Tarajal, in quella che fonti locali hanno descritto come una situazione «insostenibile».

Le ultime mattine - riporta El Faro de Ceuta - sono state particolarmente critiche, con la Guardia Civil «sopraffatta, impegnata quasi ininterrottamente nel salvataggio di persone in acqua, mentre sulla costa marocchina un numero crescente di persone continua ad attendere il momento opportuno per attraversare il mare». Oltre 25.000 migranti arrivati negli ultimi giorni a Ceuta sono già stati rimpatriati in Marocco, dall'alba di oggi fino alle ore 13.00. Lo rendono noto fonti del governo spagnolo, precisando che «le uscite da Ceuta verso il Marocco stanno procedendo a un ritmo di 150 persone al minuto».

«Le stime parlano di circa 60.000 persone entrate nelle ultime ore, il che equivale al 70% della popolazione di Ceuta. La situazione è insostenibile». È quanto ha detto il presidente dell'enclave spagnola in Marocco, Juan Jesus Vivas, dopo una riunione con il premier Pedro Sanchez, il ministro dell'Interno e i vertici delle forze di sicurezza. «È come se in Spagna in 24 ore entrassero 34 milioni di persone. Una cifra che indica che è assolutamente impossibile assimilare questa pressione», ha aggiunto, denunciando la «sensazione di inquietudine, impotenza e in alcuni casi di abbandono» della popolazione.

Dopo la riunione di coordinamento sulla crisi migratoria, Pedro Sanchez ha indicato come priorità «recuperare al più presto la normalità a Ceuta», mantenere il coordinamento con il Marocco e rafforzare i dispositivi di controllo alla frontiera. «È urgente recuperare quanto prima la normalità e non mettere a rischio la convivenza», ha detto il premier. «Quanto accaduto merita tutta la nostra riprovazione e tutta la nostra condanna nel modo più energico possibile. È deplorevole l'attacco e la violazione dell'integrità territoriale di una città spagnola come Ceuta», ha insistito, ricordando che la situazione «richiama quella vissuta nel 2021», pur senza rivolgere critiche dirette a Rabat.

Sanchez ha inoltre annunciato che il governo ha chiesto alle autorità marittime di installare boe lungo il frangiflutti della frontiera per creare «una barriera fisica» agli arrivi via mare, precisando che si tratta di «una risposta congiunturale», in attesa di eventuali modifiche legislative per accelerare i rimpatri

Da Bruxelles, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito «inaccettabili» le immagini provenienti da Ceuta. «Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole. I traversamenti pericolosi devono fermarsi immediatamente. Le reti di contrabbando devono essere smantellate. E i rimpatri devono essere rapidi, come permettono le nostre regole. Ho incaricato due Commissari di supportare il controllo della situazione. Sono fiduciosa che la nostra stretta collaborazione con il Marocco porterà risultati concreti».

Sulla stessa linea il commissario Ue agli Affari Interni Magnus Brunner: «La situazione a Ceuta resta inaccettabile. Ribadisco che non ci sono flussi verso il continente europeo o altri Stati membri. Il codice Schengen fornisce gli strumenti legali che si applicano a Ceuta e Melilla. I controlli sulle persone che partono da Ceuta e Melilla restano operativi». Bruxelles, ha aggiunto, «accoglie con favore la cooperazione tra Spagna e Marocco per gestire la situazione e per rimpatri rapidi. Il Marocco è inserito nella lista Ue dei Paesi d'origine sicuri».

Per il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares è «indegno» il messaggio del vicepremier Antonio Tajani sulla possibile sospensione della libera circolazione nello spazio Schengen con la Spagna, e annuncia di aver convocato l'ambasciatore d'Italia a Madrid.

Fonti del ministero degli Esteri spagnolo hanno inoltre precisato che la crisi migratoria «non ha nulla a che vedere con la regolarizzazione dei migranti approvata dal governo spagnolo», ma sarebbe stata innescata da un'interpretazione della recente sentenza della Corte Suprema sulle persone entrate a nuoto, «strumentalizzata dalle mafie e dalle organizzazioni criminali».

(Unioneonline/D)

© Riproduzione riservata