Re Carlo e la Regina Camilla non torneranno a vivere a Buckingham Palace dopo i lavori di ristrutturazione e continueranno a risiedere nelle vicinanze, a Clarence House. Lo ha chiarito lo stesso Palazzo, sottolineando che l’intenzione è quella di rendere Buckingham Palace «il centro cerimoniale della vita reale», con un maggiore accesso al pubblico. Ma nel Regno Unito è il giorno delle polemiche dopo che Buckingham Palace ha rivelato per la prima volta nella storia della Corona britannica le tasse pagate da re Carlo III nella sua dichiarazione dei redditi e delle rendite personali: 30 milioni di sterline da quando è diventato sovrano nel 2022. Resi noti anche i dati relativi all’erede al trono, il principe William, che nello stesso periodo hanno superato i 20 milioni di sterline.

L’annuncio che fa più discutere è proprio la volontà del re e della regina Camilla di non risiedere a Palazzo una volta completato il mega restauro da 370 milioni di sterline in corso, formalizzando la scelta di restare nella residenza più discreta di Clarence House quando si trovano nella capitale, rompendo così una secolare tradizione della famiglia reale. Sul fronte delle reazioni, il tabloid di destra Daily Express sostiene che con questa decisione il sovrano «rischia di commettere il peggiore errore del suo regno». Gli anti-monarchici di Republic hanno protestato: «Il governo ha accettato di spendere 370 milioni di sterline per ristrutturare Buckingham Palace, e ora Carlo non vuole usarlo», ha detto il leader del gruppo Graham Smith.

Il Times, invece, ha sottolineato come sia poco trasparente il metodo utilizzato per calcolare le tasse pagate da Carlo III e dall’erede al trono. Intanto, il Sovereign Grant, l’appannaggio messo a disposizione della dinastia Windsor dallo Stato per le spese istituzionali e quelle dei reali senior, è destinato a raddoppiare in tre anni, passando da 51,8 milioni di sterline del 2024-25 a 100 milioni nel 2027-28. La Corona ha deciso di rendere pubbliche le tasse versate per venire incontro all’opinione pubblica, in un momento di crisi di popolarità legato anche allo scandalo dei rapporti tra l’ex principe Andrea ed Epstein.

(Unioneonline)

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