Brasile, oggi gioca l'ItaliaCittà blindata per la partita
Stasera, mentre nelle piazze di Rio de Janeiro infuria la protesta contro il governo, l'Italia scende di nuovo in campo per la Confederations Cup. Alle 21 la sfida contro il Brasile. Le due big, nel match che si disputa a Salvador de Bahia, si contendono il primo posto del girone.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Scorta supplementare per gli azzurri. Ma Albertini smentisce la minaccia di lasciare la competizione: "Non c’è nessuna percezione di pericolo".
Proprio per placare gli animi, la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha cercato di rassicurare un po' tutti. "Organizzeremo un grande Mondiale il prossimo anno: dobbiamo trattare con riguardo i nostri ospiti, come sempre siamo stati trattati bene noi in tutte le edizioni del Mondiale di calcio", ha detto Dilma Rousseff nel suo discorso alla nazione trasmesso a reti unificate.
LE RASSICURAZIONI - "I violenti sono una piccola minoranza, la voce della protesta della strada è pacifica. Sono la presidente di tutti i brasiliani e ho l'obbligo di dialogare con tutti, ma nell'ambito della legge e dell'ordine".
Ancora, ha spiegato la presidente brasiliana, "siamo l'unica squadra ad aver disputato tutte le edizioni dei Mondiali di calcio e ad averle vinte cinque volte. Faremo un grande Mondiale, ne sono sicura. E vi assicuro che il denaro per la costruzione degli stadi non ha sottratto risorse all'istruzione o alla sanità", ha detto la Rousseff.
LA CRONACA DELLA GIORNATA DI IERI - Ieri è stata una giornata di scontri. Mentre il premier convocava d'urgenza il Governo per fare il punto sulla situazione, la polizia faceva evacuare due ministeri a causa di un allarme bomba. Il tutto mentre l'ipotesi rilanciata da quasi tutti i media di sospendere la Confederation Cup prendeva corpo.
LA FARNESINA - Intanto, la Farnesina ieri ha consigliato ai connazionali che si trovano in Brasile di "evitare le manifestazioni e gli assembramenti e di mantenersi informati sulle situazioni locali tramite i media", per via delle proteste che si stanno verificando in alcune grande città. Le proteste sono "in larga maggioranza pacifiche", ma "in alcuni casi sono degenerate in episodi di violenza".