Scorta supplementare per gli azzurri. Ma Albertini smentisce la minaccia di lasciare la competizione: "Non c’è nessuna percezione di pericolo".

Proprio per placare gli animi, la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha cercato di rassicurare un po' tutti. "Organizzeremo un grande Mondiale il prossimo anno: dobbiamo trattare con riguardo i nostri ospiti, come sempre siamo stati trattati bene noi in tutte le edizioni del Mondiale di calcio", ha detto Dilma Rousseff nel suo discorso alla nazione trasmesso a reti unificate.

LE RASSICURAZIONI - "I violenti sono una piccola minoranza, la voce della protesta della strada è pacifica. Sono la presidente di tutti i brasiliani e ho l'obbligo di dialogare con tutti, ma nell'ambito della legge e dell'ordine".

Ancora, ha spiegato la presidente brasiliana, "siamo l'unica squadra ad aver disputato tutte le edizioni dei Mondiali di calcio e ad averle vinte cinque volte. Faremo un grande Mondiale, ne sono sicura. E vi assicuro che il denaro per la costruzione degli stadi non ha sottratto risorse all'istruzione o alla sanità", ha detto la Rousseff.

LA CRONACA DELLA GIORNATA DI IERI - Ieri è stata una giornata di scontri. Mentre il premier convocava d'urgenza il Governo per fare il punto sulla situazione, la polizia faceva evacuare due ministeri a causa di un allarme bomba. Il tutto mentre l'ipotesi rilanciata da quasi tutti i media di sospendere la Confederation Cup prendeva corpo.

LA FARNESINA - Intanto, la Farnesina ieri ha consigliato ai connazionali che si trovano in Brasile di "evitare le manifestazioni e gli assembramenti e di mantenersi informati sulle situazioni locali tramite i media", per via delle proteste che si stanno verificando in alcune grande città. Le proteste sono "in larga maggioranza pacifiche", ma "in alcuni casi sono degenerate in episodi di violenza".
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