Avs: «Volontari italiani torturati in Cisgiordania, la procura di Roma apra un’inchiesta»
Svegliati ogni 20 minuti con luce e urla, spogliati e messi in una cella lurida, presi a calci: i drammatici raccontiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Svegliati ogni 20 minuti con luce e urla. Spogliati e messi in una cella lurida, con giacigli pieni di insetti. E poi c’è chi, ai microfoni di Rainews, parla di violenze fisiche. Sono i drammatici racconti degli attivisti fermati nei giorni scorsi dalle autorità israeliane mentre partecipavano ad attività di sostegno alla popolazione palestinese impegnata nella raccolta delle olive.
«Siamo in Italia, stiamo 'bene' e siamo salvi – le prime parole all’arrivo di Giorgia Lombardi, consigliera comunale della Spezia e componente del Consiglio nazionale di Europa Verde – ma la preoccupazione è per le persone palestinesi ancora in prigione e alle quali non verranno risparmiate violenze. Sono due notti che non dormo, le violenze psicologiche e fisiche sono state tante». Oltre a Lombardi ad essere fermati sono stati anche Lorenzo Diofili, Aurora Valentini, Cosimo Dondini, Paola Jesus e Marco Cola.
«E’ accaduto tutto in pochi minuti, sono arrivati armati fino ai denti – ha raccontato Marco Cola dall’aeroporto -. Ci hanno preso, poi separato uomini e donne. Ci hanno fatto spogliare quasi nudi. Io ho subito anche un tiraggio ai testicoli, ci hanno preso a calci. Per ore, giorno e notte la luce accesa, senza poter parlare con nessuno. Venivamo insultati costantemente».
«Questa è una forma di tortura a cui sono stati sottoposti i volontari italiani fermati in Cisgiordania – la denuncia di Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde, e Luana Zanella, capogruppo di AVS alla Camera – Un attacco arrivato durante la raccolta di olive, in una zona dove spiccava paradossalmente un cartello di un “Progetto europeo di protezione della terra”. Sono stati aggrediti da coloni muniti di fucili automatici».
«Non staremo fermi, come fanno la presidente Meloni e il ministro Tajani – proseguono Bonelli e Zanella – denunceremo in ogni luogo il trattamento riservato dalle autorità israeliane agli attivisti internazionali impegnati a sostenere i palestinesi in Cisgiordania, aiutando i contadini nella raccolta delle olive. Ci sono tutti gli elementi affinché la procura della Repubblica di Roma apra un'inchiesta anche per individuare i coloni violenti. Intanto il governo in carica di Netanyahu ha iniziato le demolizioni a Gerusalemme delle case dei palestinesi e a Gaza le condizioni umanitarie dei campi profughi sono drammatiche e disperate».
«Noi respingiamo l''immobilità del Governo Meloni che si è limitato a dire di seguire il caso – aggiungono ancora Bonelli e Zanella – La gravità del comportamento dei soldati dell'Idf richiede non solo una condanna politica ma anche il coinvolgimento dei nostri organi inquirenti a cui chiederemo di valutare se sia stato commesso il reato di tortura su cui la Procura di Roma sta indagando nei casi degli esposti presentati dagli attivi della Flottiglia».
(Unioneonline/v.l.)
