Attacchi contro tre pattuglie della missione Unifil in Libano
In due casi i militari dell’Onu hanno risposto al fuoco: «Aggressioni inaccettabili». Non sono coinvolti soldati italianiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Oggi, i caschi blu dell'Unifil sono stati bersagliati da colpi d'arma da fuoco, probabilmente da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni, mentre svolgevano pattugliamenti intorno alle loro basi di Yatar, Dayr Kifa e Qallawiyah». E in due casi i militari dell’Onu hanno risposto al fuoco.
Il nuovo aggiornamento sull’escalation delle tensioni in Libano, dove si affrontano Hezbollah e Israele, arriva con una nota ufficiale della missione Onu. In nessun caso sono stati coinvolti militari italiani, tra i quali ci sono anche i soldati della Brigata Sassari.
A Yatar, spiega il report, i colpi sono arrivati a soli cinque metri dai caschi blu. Negli altri due episodi, le fonti di fuoco si trovavano rispettivamente a circa 100 e 200 metri di distanza. «Due pattuglie hanno risposto al fuoco per autodifesa e, dopo un breve scambio di colpi, hanno ripreso le loro attività programmate. Nessun militare è rimasto ferito», assicurano dall’Unifil, da dove viene anche condannata l’aggressione: «È inaccettabile che i caschi blu impegnati in compiti sanciti dal Consiglio di Sicurezza siano presi di mira. Ricordiamo con forza a tutti gli attori coinvolti i loro obblighi, ai sensi del diritto internazionale, di garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite in ogni momento e di adottare tutte le misure necessarie per prevenire danni ai civili».
Enrico Fresu
