"Ho pensato che quella fosse la fine per me".

Un racconto intenso, seguito in diretta da oltre 150mila persone, quello fatto dalla deputata democratica americana Alexandra Ocasio-Cortez, che con i suoi follower ha ripercorso i concitati momenti dell'assalto dei sostenitori di Donald Trump a Capitol Hill. Un momento di grande angoscia che le ha riportato alla mente un'aggressione sessuale che ha subito in passato.

Quel giorno, ha spiegato, quando ha capito cosa stava accadendo si è nascosta nel bagno del suo ufficio mentre un uomo prendeva a pugni la porta urlando: "Lei dov'è? Lei dov'è?". Quello sconosciuto stava cercando proprio lei.

"Ho pensato che quella fosse la fine per me, che sarei morta", confessa la politica 31enne rivelando di essere stata vittima in passato di molestie sessuali e di come quel trauma ha condizionato la percezione dell'assalto al Campidoglio.

"Mi sono subito resa conto che non sarei dovuta entrare in bagno. Avrei dovuto chiudermi nell'armadio. Poi ho sentito che stavano cercando di entrare nel mio ufficio e ho capito che era troppo tardi", racconta in lacrime. Quando ha sentito le urla "ho pensato che tutto fosse finito, ho pensato che sarei morta". Poi ha provato a guardare dalla porta socchiusa e ha visto un uomo bianco con un berretto nero in testa e lo ha sentito urlare di nuovo.

"Non sono mai stata così silenziosa in tutta la mia vita". L'incubo è finito quando ha sentito un agente che le dava il via libera per uscire dal bagno e lei e il suo staff hanno potuto lasciare il Congresso.

(Unioneonline/D)
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