È morto a 96 anni Jurgen Habermas, il filosofo, sociologo e professore universitario che rappresentava come pochi altri la volontà della Germania di riscattarsi dal suo passato tragico, recuperando i valori universalistici del dialogo e della ragione.

Esponente di spicco della Scuola di Francoforte, è stato l'intellettuale tedesco più influente della sua generazione: coinvolto in tutti i grandi dibattiti del dopoguerra, vedeva nell'Europa l'unico rimedio all'ascesa dei nazionalismi. Convinto sostenitore di un progetto federale europeo, l'impegno pubblico era, secondo lui, "il compito più importante della filosofia".

Da Starnberg, in Baviera, dove aveva vissuto per decenni, Habermas tenne conferenze regolarmente fino alla sua morte. In due articoli di opinione pubblicati sul quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, riguardanti l'invasione russa dell'Ucraina, sosteneva la necessità di negoziati con la Russia.

L'Europa ha sempre ispirato i commenti, gli interventi e gli avvertimenti di Habermas. Insieme alla spinta per l'unificazione, criticò ripetutamente le élite politiche dell'Unione europea, sostenendo un maggiore coinvolgimento dei cittadini nel processo di integrazione.

(Unioneonline)

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