Il Comune di Venezia vuole dallo Stato il simbolo del potere della Serenissima, Palazzo Ducale. Dopo aver temuto di perdere la competenza della sua principale via d'acqua, il Canal Grande, ora l'amministrazione municipale ha deciso di avviare una trattativa per acquisire in dote dal Demanio l'edificio-immagine della città e della sua storia. Lo conferma l'assessore alle attività produttive Antonio Paruzzolo, che con i colleghi del patrimonio Bruno Filippini e dell'urbanistica Ezio Miceli siede nella commissione mista con i membri del Demanio e del Ministero dei beni culturali per decidere quali immobili dello stato potranno essere ceduti nell' ambito del nuovo federalismo demaniale. "Che la città acquisisca, oltre all'uso, la piena proprietà di Palazzo Ducale è un preciso desiderio del sindaco - sottolinea Paruzzolo sulla Nuova Venezia - di cui stiamo discutendo con Demanio e Beni Culturali". Anche l'avversario politico nelle passate amministrative in laguna del sindaco Giorgio Orsoni, il ministro Renato Brunetta, non aveva nascosto in campagna elettorale il suo interesse particolare per il palazzo, arrivando a proporre di farne la sede stabile dei consigli comunali. All'acquisizione si frappone comunque un ostacolo: Palazzo Ducale è ancora sede di uffici statali come quelli della Soprintendenza. La legge non consente che possano essere ceduti ai Comuni edifici che hanno queste funzioni. Il progetto diverrebbe possibile, dunque, solo se si arrivasse ad una permuta, con la messa a disposizione da parte del Comune di un altro edificio dove la Soprintendenza possa trasferirsi.
© Riproduzione riservata