Una strage in stile Columbine: il piano del 17enne arrestato, indagati altri sette minorenni
Il giovane suprematista lavorava a fabbricazione di armi e ordigni chimici. Informazioni acquisite e scambiate su un gruppo Telegram(Carabinieri via Ansa)
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Stava studiando come fabbricare armi e ordigni chimici, per compiere una strage in una scuola superiore di Pescara, come quella consumata nel 1999 nella Columbine High School, in Colorado. A ispirarlo sarebbero state le informazioni acquisite e scambiate sul gruppo Telegram 'Werwolf Division', la casa dei suprematisti dove si esaltano gli attentati terroristici di Oslo e Utoya del 2011 e le stragi compiute alle moschee di Christchurch in Nuova Zelanda nel 2019.
Il presunto terrorista, che pare diffondesse immagini, video, meme e sticker riconducibili ai 'santi del terrore' - gli autori di quelle e altre stragi di massa - è un diciassettenne pescarese residente in provincia di Perugia, arrestato dai carabinieri del Ros per i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, nonché per detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
L'operazione si è svolta tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana e vede coinvolti anche altri sette minorenni. Per chiarire i ruoli di ognuno sarà dirimente l'esame dei loro smartphone e computer, tutti sotto sequestro. Nel cellulare del diciassettenne arrestato sono invece già stati scoperti anche video e filmati pedopornografici.
Un 'sottobosco' di delirio e violenza, ritenuto estremamente pericoloso dagli investigatori. Un'inchiesta meticolosa, quella coordinata dalla Procura per i minorenni dell'Aquila - partita da precedenti indagini della Procura di Brescia, concluse nel 2025, su soggetti di un network ispirato a ideologie neonaziste e suprematiste - che ha condotto all'ordinanza di custodia cautelare per il 17enne.
A quanto risulta il ragazzo, che cercava informazioni per fabbricare armi da fuoco, avrebbe raccolto anche documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose e vademecum sul sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto con chiara finalità terroristica. Non solo. In base a quanto emerge dalle indagini, il minorenne partecipava a gruppi fondati sull'apologia della Shoah, dei crimini di genocidio, dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanità. In più, propagandava teorie che promuovono il maschilismo, la misoginia e l'opposizione al femminismo.
Ma non c'è solo lui nella fitta rete portata alla luce dai Carabinieri del Raggruppamento operativo speciale: sono sette le perquisizioni eseguite nei confronti di altrettanti minorenni nelle province di Teramo, Pescara, Perugia, Bologna e Arezzo. Tutti inseriti in un giro internazionale composto da gruppi e canali social di matrice neonazista e suprematista, sono indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa .
«L'arresto del diciassettenne conferma che bisogna lavorare sull'uso dei social - ha ribadito il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara -. È la conferma che dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione, probabilmente anche lavorando con le grandi compagnie, con i vari gestori di queste reti per trovare insieme soluzioni, perché non c'è solo il divieto per i minori».
Quanto al limite all'utilizzo dei social «ritengo che il disegno di legge che stanno discutendo in Parlamento - ha commentato - sia molto equilibrato, cioè il divieto sino a 14 anni. È quello che più o meno si sta facendo anche in altri Paesi; in Australia è stato fissato a 16, ma in linea di massima è fissato ai 14. C'è da risolvere anche il problema della privacy, un problema serio, oggettivo che, però, a mio avviso può essere superato. È un tema che dobbiamo affrontare con grande urgenza e con grande senso di responsabilità».
(Unioneonline)
