Sconto sulle accise prorogato, ma prezzi fermi alla pompa: il Governo studia aiuti legati al reddito, il Codacons insorge
Nell’Isola il prezzo medio del diesel si attesta a 2,146 euro/litro contro i 2,148 della giornata di ieri. I consumatori sulle nuove misure al vaglio: «I rincari non si combattono con l’Isee»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise sul gasolio è prorogato fino al 5 settembre, con i prezzi alla pompa di benzina che questa mattina nell’Isola, come riportato dall’Osservatorio del Mimit, si attestano a 2,146 euro/litro per il gasolio contro i 2,148 della giornata di ieri. La benzina in modalità self è oggi a 2,028 euro/litro contro i due 2,029 della giornata di ieri.
Prezzi sostanzialmente fermi alla pompa, con la misura del Governo che non genera dunque quei benefici attesi nelle tasche degli italiani.
Nei prossimi giorni verranno valutate dal Governo i nuovi sostegni contro il caro carburante, «selettivi sulla base del reddito». Una proposta che ha fatto storcere il naso al Codacons, secondo cui il rischio è di «trasformare un’emergenza che riguarda la generalità degli automobilisti in una misura di assistenza sociale, senza incidere minimamente sui prezzi alla pompa». «Il caro-carburanti non è un problema che riguarda esclusivamente le famiglie con redditi più bassi e non può essere affrontato attraverso l’Isee – prosegue il Codacons - Benzina e gasolio costano allo stesso modo per tutti e i rincari colpiscono indistintamente milioni di cittadini, lavoratori e famiglie».
Intanto le risorse per coprire lo sconto sulle accise, 130 milioni, arrivano da un nuovo meccanismo, previsto nello stesso decreto, di acconto fiscale delle tasse sui dividendi anticipati dai grandi gruppi energetici. La misura "inedita è stata definita in accordo con i gruppi coinvolti", spiegano fonti di governo. E, secondo quanto filtra, probabilmente riguarderà in particolare l'Eni. L'acconto, che dovrebbe essere fissato al 39%, secondo una bozza del provvedimento, farebbe poi maturare alla società un equivalente credito di imposta.
LE REAZIONI – Per Giuseppe Conte il taglio delle accise è solo «l'ennesimo “sconticino” impercettibile, peraltro già mangiato dai prezzi dei carburanti». Al governo, attacca il leader M5s, «come per incanto, il coraggio torna solo quando si parla di soldi per le armi». «È il momento di tassare gli extraprofitti, Meloni abbia il coraggio di far pagare di più chi si è arricchito anche in questa crisi», l'affondo della segretaria Pd Elly Schlein, secondo cui su questo tema «il governo litiga e gli italiani pagano il conto». «Uno spettacolo indegno, esponenti di FI e Lega si stanno insultando», punge il 5s Luca Pirondini. E in effetti sono tesi gli scambi a distanza.
Tajani ribadisce di essere "contrarissimo" a tassare gli extraprofitti delle banche (come invece propone la Lega "per ridurre le accise in modo consistente"), una misura che "sa di Unione Sovietica", pur notando che «un contributo è giusto che sia dato: come abbiamo fatto con banche e assicurazioni, deve esserci un confronto concordato».
La replica del partito di Matteo Salvini è affidata a Claudio Borghi: «Ricordo a Tajani che anche le accise sono imposte: la scelta è se le devono pagare i cittadini o un settore che, grazie a quei cittadini, ha fatto 200 miliardi di utili in pochissimi anni». L'altra alternativa «fare più deficit. Per la Lega - conclude Borghi - l'unica cosa che non va è tassare i cittadini, le altre due possibilità vanno bene. Se altri hanno altre priorità è giusto saperlo con chiarezza». Sul tavolo Salvini ha messo anche la proposta di uno scostamento di bilancio da 20 miliardi. «Noi - ha commentato la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola - siamo pronti da molti mesi, abbiamo la nostra posizione, faremo i nostri negoziati». Nella Lega la considerano «un'apertura da parte di Bruxelles».
(Unioneonline)
