Sarah, ergastolo per Cosima e SabrinaMisseri: "Sono stato io, vorrei morire"
La Corte d'Assise di Taranto condanna all'ergastolo Cosima e Sabrina. Otto anni a Michele Misseri.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La parola pronunciata dal presidente della Corte di Assise, Rina Trunfio, si è abbattuta come una mannaia sulle due principali imputate, Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri, alle 14.17, in un silenzio quasi surreale: 'ergastolo'. Subito dopo dalla platea è partito un applauso irrituale e inopportuno, stroncato sul nascere dal richiamo della presidente. Dopo 15 mesi e 52 udienze, per l'uccisione della 15enne Sarah Scazzi, strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010 ad Avetrana, è arrivata una decisione durissima: colpevoli zia e cugina della vittima e condanna al carcere a vita.
Nei sei minuti impiegati per leggere il dispositivo della sentenza è condensato un giudizio inequivocabile della Corte, che fa proprio l'impianto accusatorio prospettato dalla Procura che vede come movente la gelosia di Sabrina nei confronti di Sarah, entrambe invaghite dell'amico Ivano Russo. Sarah, per i pm, è stata uccisa in casa Misseri da Cosima e Sabrina, che hanno aiutato Michele Misseri (condannato ad otto anni) a sopprimere il cadavere nel pozzo in contrada Mosca insieme a Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote dell'agricoltore di Avetrana, ai quali sono stati inflitti sei anni di reclusione.
Ma soprattutto il delitto - secondo la ricostruzione accusatoria accolta in pieno dalla sentenza - fu l'apice di una situazione di tensione mista ad ira di cui emblema fu il sequestro di persona ai danni di Sarah, raggiunta in auto da Cosima e costretta a salire a bordo della vettura dove forse c'era Sabrina. Quello che il fioraio di Avetrana Giovanni Buccolieri raccontò ai carabinieri, per poi ritrattare il giorno dopo, a parere dei pm, e da oggi anche da parte dei giudici, non era un sogno. Su Cosima e Sabrina, che hanno avuto reazioni diverse in aula (la prima imperturbabile, la seconda singhiozzante) anche una pioggia di pene accessorie, dalla perdita della potestà genitoriale per Cosima all'isolamento diurno per sei mesi e alla libertà vigilata per tre anni, a pena espiata, per madre e figlia. Cosima, Sabrina e Michele Misseri, più Cosma e Carmine Misseri, dovranno risarcire i danni alla famiglia Scazzi e al Comune di Avetrana; alla famiglia di Sarah va una provvisionale di 130 mila euro. Sabrina, condannata anche per calunnia ai danni della ex badante romena di casa Scazzi, dovrà risarcire pure quest'ultima.
L'unico capo di imputazione non riconosciuto ai tre componenti della famiglia Misseri è il furto del telefonino di Sarah. Quanto agli imputati minori, due anni di reclusione all'ex difensore di Sabrina, Vito Russo, e pene comprese tra un anno e quattro mesi (Giuseppe Nigro) e un anno (Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano) per favoreggiamento; Russo è stato assolto invece dall'imputazione di intralcio alla giustizia.
Ma la Corte ha anche accolto la tesi dell'accusa che in questo processo c'è stata una presumibile sfilata di menzogne. Sei testimoni - Ivano Russo, Alessio Carlo Pisello, Anna Scredo, Giuseppe Olivieri, Anna Lucia Pichierri e Giuseppe Serrano - rischiano l'incriminazione; per loro la Corte ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura. Stessa cosa è stata decisa per Michele Misseri ma per il reato di autocalunnia, visto che da due anni l'agricoltore si accusa del delitto; per la Corte la verità è un'altra. "Perchè piangi? Tanto lo sapevamo": così Cosima ha cercato in qualche modo di consolare Sabrina quando entrambe sono tornate in cella dopo la sentenza. "La posizione di Cosima meritava un'attenzione particolare.
La ricostruzione dei pm era affidata a elementi fantasiosi", ha detto l'avvocatoLuigi Rella, uno dei difensori di Cosima, cui ha fatto eco l'altro legale, Franco De Jaco: "Una sentenza che verrà ribaltata totalmente con buona pace dei media e di chi invece ritiene che questa accusa abbia fondamento. Abbiamo accontentato l'opinione pubblica".
Michele Misseri "sta molto male, è nervoso per gli ergastoli" ha riferito il suo legale, Luca Latanza. "Prendiamo atto di una sentenza che va rispettata ma che ovviamente non ci lascia soddisfatti", ha commentato Raffaele Missere, legale di Cosma. "Sembrerebbe che errori macroscopici o grossolani non ne siano stati commessi. Ricordatevi che in Italia vige il principio di presunzione di innocenza e questa è solo la sentenza di primo grado" ha sottolineato invece il procuratore di Taranto, Franco Sebastio. "Non ha vinto nessuno, perché Concetta, Giacomo e Claudio hanno perso una figlia e una sorella", ha ricordato Valter Biscotti, uno dei legali della famiglia Scazzi. Nella loro casa, due anni e mezzo dopo la tragedia, l'assenza del battito di cuore di Sarah è ancora terribilmente palpabile.
"Questa non è giustizia, due innocenti in galera", "mi sono sentito male quando ho sentito quelle parole e mia moglie ha abbassato la testa. Assurdo. Cosa hanno fatto in Camera di Consiglio? Avevano già deciso. Gli innocenti in galera e io libero, anche di volare". Lo afferma alla stampa, Michele Misseri. "Sono stato io - aggiunge Misseri -. Devo continuare a battermi per loro. Fosse per me mi ammazzerei. Nei miei sonni pieni di incubi ho un solo sogno, vedere mia moglie e mia figlia libere. Io non merito di essere libero, non voglio essere un uomo libero, ma pagare per quello che ho fatto".