Piantedosi: «A La Stampa un assalto di squadristi da isolare»
Il ministro dell’Interno: «Identificati 36 partecipanti all’irruzione. Basta ambiguità verso Askatasuna»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Al momento ci sono 36 persone identificate e ci sono comunque evidenze di appartenenza a gruppi che più volte si sono distinti per atti di teppismo gratuito e di violenza immotivata, mascherati dalla partecipazione a manifestazioni che si vorrebbero ispirate a temi politici o sociali. Molti di loro sono affiliati al centro sociale Askatasuna, che è ormai un serio problema per la città di Torino».
Lo afferma, in un'intervista al quotidiano, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, parlando dell'assalto alla redazione torinese de La Stampa.
C'è chi sostiene che l'azione sia riconducibile esclusivamente ad attivisti pro-Pal e originerebbe dalla sua scelta di espellere l'Imam Shahin, ne è ancora convinto? «Mi sembra la solita vana ricerca di una motivazione ideale», aggiunge, «qualsiasi essa sia, per nascondere il reale intento espresso nell'occasione, che è stato esclusivamente teppistico». Il vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione Cei per l'ecumenismo, monsignor Derio Olivero, lo dipinge come un uomo di dialogo e chiede un passo indietro al ministro: «Non so cosa si intenda per dialogo», prosegue Piantedosi, «ma l'apologia dell'eccidio del 7 ottobre e le altre affermazioni dell'Imam di Torino non mi sembrano restituire le caratteristiche di un uomo di pace. Il trattenimento finalizzato al rimpatrio è stato al momento confermato dall'autorità giudiziaria, che ha evidentemente considerato fondate le motivazioni del provvedimento adottato, facendo anche riferimento a più fatti, tra cui comprovati collegamenti con persone considerate pericolose».
Quanto accaduto, afferma ancora Piantedosi, «è un fatto gravissimo e inaccettabile che indubbiamente rappresenta la cifra della reale pericolosità di questi soggetti. A Torino, in particolare, c'è un focolaio di violenza e disordine rappresentato dal centro sociale Askatasuna. Credo non sia più il tempo per comportamenti accondiscendenti e ambigui nei confronti di questi squadristi. Sono squadristi da isolare».
(Unioneonline)
