Patente a punti della salute (con incentivi): la sperimentazione in Lombardia
Premi per corretti stili di vita: primi test nel Pavese su tremila utentiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una tessera sanitaria a punti per insistere sull'importanza della prevenzione. Una sorta di “patente” pensata dalla Regione Lombardia per incentivare i corretti stili di vita, con una sperimentazione in partenza nella provincia di Pavia.
Se un cittadino si sottopone a uno screening gratuito contro il tumore del colon-retto, una delle patologie più gravi e frequenti sia tra gli uomini sia tra le donne, viene premiato con dei buoni per acquistare dei prodotti salutari, ma anche con incentivi per accessi a palestre e attività sportive, libri, biglietti per il teatro o per le mostre e ingressi per i centri termali.
Nel Pavese si partirà con un campione target di circa 3mila persone tra i 50 e i 74 anni, ossi la fascia d'età a cui è rivolto lo screening per il tumore del colon-retto.
«Oggi la metà di quelli che ne hanno diritto fanno questo screening in Lombardia e nel resto d'Italia molti meno. Noi vogliamo far sì che tutti quelli che hanno la possibilità di fare questo screening, lo facciano davvero», ha spiegato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parlando della tessera a punti durante un evento a Casa Italia, in Triennale a Milano, organizzato per presentare un progetto della Federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi (Foce) proprio sui corretti stili di vita. In questo momento si sta testando la piattaforma che raccoglierà i dati che serviranno anche ad elaborare un progetto di ricerca affinché l'iniziativa della 'patente' sia anche sostenuta da tesi scientifiche. Se la sperimentazione nel Pavese andrà a buon fine, la tessera a punti sarà estesa a tutto il territorio lombardo.
Un progetto che rappresenterebbe un unicum in Italia e che trova dei riscontri anche nel resto del mondo. Come a Singapore, dove i cittadini vengono premiati con dei punti, poi convertibili in voucher, se raggiungono degli obiettivi fisici giornalieri e sono incoraggiati a sottoporsi a screening e vaccinazioni in cambio di un riconoscimento. Il tema riguarda la salute e la prevenzione ma anche l'organizzazione sanitaria: «Se riuscissimo a fare lo screening del tumore del colon-retto su tutti quelli che hanno il rischio di contrarre questo genere di patologia», ha concluso Bertolaso, «risparmieremmo ogni anno oltre 150 milioni di euro ma anche decine di migliaia di giornate di ospedalizzazione per questo tipo di malattie».
(Unioneonline)
