Il Papa a Lampedusa prega sulle tombe dei migranti «vittime di decisioni mancate» e varca la Porta d’Europa
Viaggio carico di significati simbolici per Leone XIV: «Da questo estremo lembo si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge all’Europa»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Papa Leone XIV questa mattina si è recato a Lampedusa per un viaggio carico di emozioni e di significati simbolici.
Il Pontefice ha lasciato un omaggio floreale e si è fermato a pregare sulle tombe dei migranti morti in mare nel cimitero dei senza nome di Cala Pisana. Sepolture segnate da croci ricavate dal legno delle barche naufragate.
Prevost si è quindi recato alla Porta d’Europa, un monumento in ceramica e ferro che simboleggia l’ingresso dei migranti nel Vecchio Continente. Ha salutato una famiglia di immigrati e in un gesto altamente simbolico ha attraversato la porta, poggiando la mano sulla parte destra e guardando il mare dove si scorgeva una nave militare. Quindi l’ha varcata ed è sceso da solo sulla scogliera, con il vento che ha fatto volare via la papalina. Qui Leone XIV si è fermato a lungo, da solo, scrutando il mare, in quello che è stato interpretato come un invito a vedere il Mediterraneo come opportunità e non solo come tomba.
E ancora, al molo Favarolo, che da oggi si chiamerà molo Francesco, ha scoperto e benedetto la targa intitolata al suo predecessore. Quindi si è diretto verso un gruppo di 15 migranti portati dall’hotspot gestito dalla Croce Rossa e ha stretto loro la mano, uno per uno. Poi è iniziato il giro in papamobile prima della Messa.
La messa
«La bellezza del mare, di quest'isola e dei vostri volti è un riflesso dell'iniziativa gratuita di Dio: l'amore ci precede, ci circonda e ci raduna. Sono grato al Signore di potervi visitare, sulle orme di Papa Francesco, che l'8 luglio 2013 volle venire a Lampedusa nel suo primo viaggio da Successore di Pietro. Gli Apostoli, come sapete, hanno navigato nel Mediterraneo e sperimentato l'ospitalità degli abitanti delle sue isole e delle sue coste, da millenni crocevia di civiltà», ha detto il Pontefice nell’omelia, sottolineando di «non essere venuto a fare molti discorsi», ma per celebrare l'eucaristia, «segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi».
«Da questo estremo lembo d'Europa nel Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. L'Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l'Europa è in grado di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo per accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e nello stesso tempo lavorare per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare», ha detto il Papa.
«Ognuno dispone di un proprio ambito di azione, e lì non altrove, è chiamato a scegliere se alimentare la logica della forza anche solo con indifferenza, cinismo, menzogna, odio - ha aggiunto Leone - oppure custodire la logica della pace con verità, sobrietà, prossimità, cura. Carissimi, chi si lascia portare in questa dinamica di compassione, di misericordia, inizia a vivere diversamente, a essere cittadino diversamente, a lavorare diversamente. Allora può sorgere davvero la civiltà dell'amore, quella prospettata dai miei santi predecessori Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Insieme a un gran numero di profeti e martiri del secolo scorso - ha continuato -, essi hanno compreso che, agli abissi del cuore umano e agli orrori della guerra, solo la misericordia sa rispondere con nuovi inizi. Ora, sulle spalle di questi giganti, siamo entrati in un millennio in cui dare forma spirituale, culturale, giuridica, politica, economica alla civiltà dell'amore. L'enormità del dolore che osserviamo ci faccia cogliere la radicalità di questa chiamata».
L’arrivo
L’aereo con il Pontefice a bordo è atterrato nell’isola alle 8.54: ad accogliere Leone XIV c’erano mons. Alessandro Damiano, arcivescovo Metropolita di Agrigento; Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia; Salvatore Caccamo, Prefetto di Agrigento; Filippo Mannino, Sindaco di Lampedusa; Giuseppe Pendolino, Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento; Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
(Unioneonline/L)
