Sarebbe stato trovato con l'imbracatura ma senza fune agganciata Andrea Moretti, l'operaio di 22 anni morto questa notte al Colosseo. Sono i primi elementi che emergono dall'indagine della Procura di Roma, coordinata dall'aggiunto Antonino Di Maio.

La fune non sarebbe stata trovata spezzata ma anche su questo aspetto verrà effettuata una consulenza tecnica per ricostruire la dinamica dei fatti. Al momento dell'incidente erano presenti all'interno del cantiere altri due operai, tra cui il cognato della vittima, che sono stati ascoltati dagli inquirenti.

In base a quanto si apprende inoltre sarebbero stati acquisiti una serie di documenti, compresi quelli relativi all'appalto, presso l'ente Parco Archeologico del Colosseo. Verifiche inoltre verranno effettuate sulla formazione degli operai impegnati già da mesi in vista dell'inaugurazione prevista per il 9 ottobre. E sono state acquisite le immagini della videosorveglianza.

L’impresa di famiglia

Il giovane lavorava alle dipendenze dell'impresa Quintilio Moretti srl che ha sede a Tottea, frazione del comune di Crognaleto, in provincia di Teramo, paese sulle pendici orientali dei Monti della Laga, lungo l'alta valle del Vomano. E di Tottea era originario Andrea. Per l'azienda si tratta di una tragedia nella tragedia perché Andrea Moretti, oltre ad avere lo stesso cognome, era anche parente di Carmine Moretti, 49enne proprietario dell'azienda fondata dal padre Quintilio nel 1968.

L'imprenditore, molto conosciuto e stimato, è sotto choc come tutte le maestranze e per ora non vuole commentare l'accaduto. Carmine Moretti è al timone dell'impresa dopo la morte, avvenuta nel 2021, del padre Quintilio che aveva iniziato l'attività dando lavoro a tanti giovani del borgo montano, molti dei quali poi si sono messi in proprio. Una tradizione continuata da Carmine nella frazione di circa 300 anime dove si conoscono tutti.

La Quintilio Moretti Srl, che non ha mai subito vertenze di lavoro o rivendicazioni sindacali, ha commesse in tutta Italia proprio per la sua specializzazione: il core business è rimasto quello della stabilizzazione dei versanti rocciosi e degli interventi di messa in sicurezza della viabilità. Nel corso dei decenni l'azienda ha ampliato il raggio d'azione con le competenze nel restauro e la messa in sicurezza degli edifici vincolati dalla Soprintendenza, pubblici e privati, soprattutto a seguito degli eventi sismici del 2009 e del 2016 che hanno colpito duramente il centro Italia. Negli ultimi anni ha investito anche nel settore turistico e ricettivo.

Stop ai lavori al Colosseo

E mentre tutti, dai sindacati alla politica, chiedono di fare chiarezza, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha ordinato, sin da questa notte, l’interruzione di ogni lavoro al Colosseo fino a nuova disposizione. L’Anfiteatro Flavio è stato chiuso in segno di lutto e sul luogo dell’incidente è stata deposta una corona di fiori.

Il dramma

La tragedia è avvenuta poco dopo la mezzanotte ìquando il 22enne, addetto ai lavori di installazione in quota di un nuovo impianto di illuminazione del monumento, è caduto da un’impalcatura da un’altezza di circa 10 metri. Inutili purtroppo i tentativi di rianimazione da parte del personale dell’Ares 118. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Roma Centro e del Nucleo investigativo, il medico legale, il pm di turno e il personale dell'ispettorato del lavoro e dell'Asl Spresal.

(Unioneonline)

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