Vogliono tornare in Afghanistan e, al capo dello Stato che è andato a trovarli in ospedale insieme al ministro della Difesa, hanno raccomandato di "non trascurare" i loro compagni e di "non darla vinta" a quelli che hanno ucciso il loro amico Alessandro Di Lisio.

LA RUSSA. "Sono ragazzi coraggiosi, eccezionali", dice Ignazio La Russa, che al termine della visita - durante la quale Napolitano ha anche reso omaggio al militare caduto - trattiene a stento le lacrime.

I MILITARI FERITI. I tre paracadutisti feriti nell'attentato di Farah sono arrivati in Italia, a bordo di un Falcon 900 dell'Aeronautica. Il più grave - come conferma il bollettino medico del Celio, dove sono stati ricoverati - è il primo caporal maggiore Simone Careddu, di Cabras (Oristano). La Russa spiega che "è ancora in una situazione delicata. Ha subito ieri un intervento che dovrebbe scongiurare il rischio di una paresi paraplegica, ma è ancora presto per dirlo". "Non destano invece particolari preoccupazioni" le condizioni degli altri due: il tenente Giacomo Bruno, di Mesagne (Brindisi) e il caporal maggiore scelto Andrea Cammarata, di San Cataldo (Caltanissetta). Cammarata si è rotto un braccio, ma è lucido e determinato: "Questo - dice - non è assolutamente il momento per lasciare quel posto, perché abbiamo fatto un ottimo lavoro. Nella provincia di Farah non c'era mai entrato nessuno: villaggi che il mondo forse sconosce, che neanche i satelliti riuscivano a vedere. Noi siamo andati, abbiamo fatto anche operazioni umanitarie, i bambini ci regalavano le caramelle. Bisogna stare lì e bisogna continuare". Quello che è successo, aggiunge, "fa parte del nostro lavoro: è come un poliziotto in Italia o un povero muratore su un'impalcatura. Non cambia nulla". L'incontro con Napolitano e La Russa è durato quasi un'ora. Racconta il ministro La Russa: "La commozione è stata pari all'orgoglio di essere parte di una comunità che ha ragazzi come questi: uno ha dato la vita, gli altri tre hanno dimostrato, anche in questo colloquio con il presidente della Repubblica, cosa significa essere soldati italiani. Hanno espresso il desiderio, se possibile, di tornare in Afghanistan; ci hanno raccomandato di non trascurare i ragazzi che sono in quel teatro e ci hanno detto: "Mi raccomando, non diamogliela vinta". E' stato veramente un bagno di orgoglio e di umiltà allo stesso tempo". Il presidente Napolitano, riferisce chi era presente all'incontro, è stato colpito anche dalla lucidità dell'analisi della situazione fatta proprio dal parà in condizioni più gravi, Careddu. "Potrebbe scrivere un libro", gli ha detto il capo dello Stato.

LA SALMA DI DI LISIO IN PATRIA. Ma ieri è stato anche il giorno del mesto ritorno in patria di Alessandro Di Lisio, il quarto componente dell'equipaggio del "Lince" saltato in aria su 50 chili di esplosivo. Il C-130 è atterrato a Ciampino intorno alle 9. La bara, avvolta nel tricolore, è stata trasportata a spalla da sei parà dell'8/o Genio guastatori, il reparto in cui prestava servizio. Altri sei, su un cuscino, portavano il suo basco amaranto e alcune medaglie. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è soffermato in silenzio davanti alla bara dove ha appoggiato la mano. Con lui c'erano il ministro La Russa, il sottosegretario Gianni Letta, diversi parlamentari (tra i quali Gianfranco Paglia, il parà rimasto ferito nella missione in Somalia e ora su una sedia a rotelle), i vertici militari. Un trombettiere della Folgore ha intonato il Silenzio ed è stato questo il momento in cui lo strazio dei parenti è stato a tutti evidente. Il papà di Alessandro, Nunzio, e la mamma Addolorata, sono stati sostenuti per tutto il tempo da due militari. Angosciate anche le sorelle del giovane parà, Maria e Valentina e la fidanzata, Mariangela: le tre si sono fatte forza l'un l'altra, abbracciate agli amici. Tutti, autorità e familiari, si sono infine accodati alla bara per un breve corteo sulla pista dell'aeroporto fino al carro funebre, che ha trasportato la salma all'Istituto di medicina legale. Qui è stata svolta l'autopsia (sull'attentato la procura di Roma ha aperto un fascicolo ): successivamente, la bara è stata portata al Celio, dove Napolitano ha manifestato ai familiari la sua "intensa partecipazione al loro dolore". Da qui a Campobasso. Stasera la camera ardente. Domani, alle 16.30, i funerali solenni, nel Duomo.
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