«Obbligava il figlioletto a giocare a calcio: sveglia alle 7 e allenamenti con il bastone»
Un uomo a processo per maltrattamenti in famiglia. In aula il racconto choc dello zioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non era soddisfatto del rendimento del figlio piccolo sui campi di calcio e, per questo motivo, una volta a casa lo sottoponeva a durissime sessioni di “allenamento” che implicavano anche l'uso di un bastone.
C'è anche questo fra le accuse mosse a un infermiere 46enne imputato in tribunale a Torino per maltrattamenti in famiglia.
Il bimbo, all'epoca dei fatti, aveva 8 anni, giocava nelle giovanili di un club piemontese e, secondo quanto è stato detto in aula, nel corso delle “sedute” si lamentava, piangeva e urlava di dolore fra le esortazioni («Dai, dai!») del padre.
L'imputato è stato descritto dai testimoni dell'accusa come «oppressivo» nei confronti della compagna (con la quale era anche manesco) e dei figli; era un fanatico della forma fisica e degli abiti griffati e pretendeva che gli altri facessero solo quello che voleva lui.
In aula ha testimoniato lo zio del piccolo, fratello della compagna dell’imputato, che abitava al piano di sotto: «Sentivo i passi del bambino che correva e saltava ma non potevo immaginare di cosa si trattasse. Quando dormiva da noi capitava che il padre scendesse alle 7 e lo buttasse giù dal letto per allenarsi. Tornava di sotto che era mogio, silenzioso. Ricordo un giorno che aveva il volto come pietrificato».
L'indagine prese le mosse il 24 febbraio del 2023 perché il testimone chiese l'intervento delle forze dell'ordine. «Pochi giorni prima - ha detto davanti al giudice - mia sorella aveva deciso, finalmente, di raccontarmi cosa succedeva in famiglia. La situazione aveva raggiunto livelli insopportabili. Quella sera fu lei a chiamarmi e a dirmi di contattare i carabinieri. Mio nipote andava a calcio controvoglia. Quando non fu più obbligato, smise del tutto».
(Unioneonline)
