La Corte d’Appello Vaticana conferma la condanna al testimone di Report: «Calunniò Becciu»
Confermati i tre anni e mezzo inflitti in primo grado a Nicola Giampaolo, parlò di presunte richieste di denaro per agevolare le cause di beatificazioni ed in particolare quella relativa ad Aldo MoroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Corte d'Appello vaticana ha confermato la condanna di Nicola Giampaolo per il reato di calunnia commesso nei confronti del cardinale Angelo Becciu e del sottosegretario della Congregazione per le Cause dei Santi, padre Turek.
Il Tribunale vaticano, lo scorso 29 ottobre 2025, aveva condannato l'imputato ad una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione oltre al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili tra le quali il cardinale Becciu. La sentenza era stata impugnata dall'imputato e questa mattina la Corte ha confermato la condanna di primo grado.
La vicenda prese avvio da un servizio andato in onda nel corso della trasmissione Report all'interno della quale Nicola Giampaolo venne intervistato a proposito di presunte richieste di denaro per agevolare le cause di beatificazioni ed in particolare quella relativa ad Aldo Moro, che era stata comunque fermata dalla stessa famiglia dello statista.
Il difensore del cardinale, l'avvocato Fabio Viglione, che si era costituito parte civile chiedendo ed ottenendo il risarcimento del danno, ha commentato: «Il cardinale Becciu ha molto sofferto per queste accuse fantasiose. La pronuncia odierna fotografa nitidamente il carattere calunnioso delle stesse, così come pienamente affermato dalla sentenza di primo grado che oggi è stata integralmente confermata dai giudici d'appello con riferimento a questi fatti. È una sentenza che mette un punto fermo su una vicenda paradossale nella quale il cardinale Becciu era stato trascinato ingiustamente, diventando bersaglio di una grave calunnia».
(Unioneonline)
