24 ottobre 2011 alle 19:26aggiornato il 24 ottobre 2011 alle 19:26
Istituzioni dell'Emilia vicine a Rossella:"Ha condiviso impegno per Saharawi"
Il presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Matteo Richetti, ha espresso la propria 'vicinanza" a Rossella Urru, la cooperante del Cisp rapita con due colleghi spagnoli in un campo profughi Saharawi nel sud dell'Algeria.Originaria di Samugheo (Oristano), studiosa del mondo arabo e laureata a Ravenna, la giovane donna, 30 anni, in passato ha anche collaborato con la Regione Emilia-Romagna, da tempo impegnata negli aiuti ai profughi nei campi Saharawi. "Siamo vicini a Rossella e ai suoi familiari - ha sottolineato Richetti - e l'auspicio dell'intera Assemblea è che si giunga al rilascio il più rapidamente possibile. L'Assemblea legislativa - ha ribadito - da anni aiuta il popolo Saharawi e le persone accolte nei campi profughi, a maggior ragione siamo vicini alla cooperante italiana e confidiamo in un suo ritorno alla libertà e nell'operato in tal senso del Governo e della Farnesina". Rossella Urru si è laureata in Cooperazione internazionale alla Facoltà di Conservazione dei Beni culturali di Ravenna, con una tesi proprio sul popolo Saharawi, per il quale è stata impegnata anche in un progetto di cooperazione avviato dal Comune romagnolo. Sgomento anche a Forlì, dove il Comune pure è da anni impegnato per i Saharawi nel deserto algerino, in partenariato con il Cisp e altre realtà come l'associazione Afmf (recente la prevenzione dalle epatiti compiuta nei campi da medici e tecnici proprio con il coordinamento di Rossella) e il Punto Europa del Polo scientifico-didattico forlivese dell'Università di Bologna. Anche il Comune di Forlì esprime dunque la propria "vicinanza a Rossella, ai familiari, al Cisp e chiede al Ministero degli Esteri italiano, alle autorità Algerine, al Fronte Polisario e alle autorità del Mali di fare tutto il possibile".
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