A Cividale del Friuli (Udine) è bastato uno sguardo dall'alto per trasformare un pomeriggio di sole in un caso destinato ad arrivare davanti al giudice di pace. E a durare anni, per una molta di cento euro.

Dal ponte infatti nel giugno di ben 5 anni fa qualcuno ha notato una donna che prendeva il sole in topless sulla riva del fiume sottostante e ha pensato bene di segnalare la cosa. E sul greto del Natisone sono arrivati solerti i vigili urbani i quali hanno erogato alla signora, una donna originaria del Brasile e residente in zona, una sanzione amministrativa da cento euro ai quali si aggiungono, per non farsi mancare proprio nulla, 5 euro di spese di notifica, per violazione del regolamento di polizia urbana della Comunità del Friuli Orientale.

Secondo la contestazione della polizia locale la signora avrebbe tenuto un comportamento offensivo della pubblica decenza, in quanto il seno scoperto era chiaramente visibile dalla strada panoramica del Ponte del Diavolo, luogo molto frequentato da residenti e turisti. Il difensore della 55enne multata, l'avvocato Carlo Monai, ha chiesto così l'annullamento della sanzione, sostenendo che il verbale ricostruisca i fatti in modo impreciso e che l'addebito sia formulato in maniera indeterminata.

Per Monai "la contestazione appare travisata nella ricostruzione del fatto" perché il comportamento della donna è stato "inoffensivo e ricompreso nell'ambito dell'esercizio della libertà personale". Il legale, soprattutto, richiama l'orientamento consolidato della Corte di Cassazione, secondo cui il monokini, se privo di comportamenti a sfondo sessuale o provocatorio, non integra un atto contrario alla pubblica decenza.

Ed è proprio qui che si concentra il nodo della vicenda. In Italia il topless non è vietato da una norma generale: negli anni la Cassazione ha escluso che il semplice seno scoperto possa costituire un illecito penale. Resta però la possibilità che regolamenti comunali o ordinanze locali introducano specifici divieti in determinati luoghi.

Sarà quindi il giudice di pace a stabilire se, in questo caso, il regolamento locale potesse effettivamente giustificare la sanzione o se, invece, abbia prevalso un'interpretazione troppo restrittiva del concetto di pubblica decenza. Ma tutto questo non avverrà prima del 10 febbraio del 2027, giorno in cui è stata fissata l'udienza, sei anni dopo i fatti.

(Unioneonline)

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