Il controllo a Ilaria Salis: «Un'ora di domande sulla manifestazione, poi nessun verbale»
«Siamo ormai al regime», denuncia l’europarlamentare. L’atto automatico dopo la segnalazione della Germania, Paese SchengenTante domande sull'uscio della sua camera d'hotel, molte sulla manifestazione di ieri, ma alla fine nessun verbale: l'accertamento è durato un'ora. L'eurodeputata Ilaria Salis racconta l'imprevista visita della polizia ieri mattina in un albergo romano in zona Stazione Termini prima della manifestazione “No Kings” che si sarebbe svolta nella Capitale nel primo pomeriggio. L'accertamento, secondo chi l'ha subito, avrebbe violato l'immunità da europarlamentare che, di fatto, sarebbe però regolata in questo caso secondo le norme di tutela italiane.
Tanto che fonti parlamentari sottolineano che nel caso di un semplice controllo, ad esempio una verifica verbale, non c'è copertura di immunità. Ad aggravare la vicenda c'è ovviamente la concomitanza del corteo di Roma e dei timori delle opposizioni sull'applicazione del nuovo decreto sicurezza. È la stessa Salis a fare questo collegamento: «Mi hanno rivolto tutta una serie di domande, che riguardavano il mio arrivo a Roma, quando sarei arrivata, come sarei arrivata… Ma anche domande che riguardavano la manifestazione. Se avevo intenzione di recarmi alla manifestazione 'No Kings', se addirittura avevo oggetti pericolosi per la manifestazione».
Un altro particolare che ha suscitato molti interrogativi tra le opposizioni è quello della mancanza di una notifica di quanto avvenuto nei corridoi dell'albergo romano. «Il controllo si è protratto per circa un'ora e poi insomma si è concluso, ma non mi hanno rilasciato alcun verbale», ha assicurato l'eurodeputata di Avs. «Intorno alle 7.30 - ha aggiunto parlando poi dalla manifestazione di Roma - sono stata svegliata dalla polizia nella stanza dove mi trovavo. Hanno bussato alla porta, hanno pronunciato il mio nome, dicevano che si trattava della polizia e mi hanno chiesto di aprire. Io ho aperto, mi hanno chiesto un documento che io gli ho dato, gli ho anche fatto presente che sono un'eurodeputata. Non hanno spiegato il motivo della visita, hanno detto semplicemente che si trattava di accertamenti».
Resta il giallo dei motivi che stanno dietro questo controllo certamente inusuale per un parlamentare che, da fonti della polizia, sarebbe un atto automatico dopo la segnalazione di un Paese Schengen come la Germania. Berlino non ha spiegato la genesi di questo avvertimento all'Italia, ma secondo Salis sarebbe "effetto del Decreto Sicurezza". Secondo alcuni elementi investigativi tedeschi il motivo dell'alert sarebbe da ricercare nella vicinanza della politica italiana a gruppi tedeschi antagonisti e antifascisti, che sarebbero stati anche responsabili di aggressioni a esponenti di estrema destra.
Non si può escludere quindi che l'alert nell'ambito del sistema di segnalazioni Schengen sia stato inserito nel database per questo motivo. La banda degli "Hammerbands”, in particolare, sarebbe stata coinvolta in alcuni procedimenti, in Germania e in Ungheria, a seguito di aggressioni e disordini in piazza. Si tratterebbe nella sostanza dello stesso gruppo associato a Salis dai magistrati ungheresi, i quali l'avevano incriminata fino alla condanna nel carcere di Budapest tre anni fa.
(Unioneonline)
