I Testimoni di Geova aprono per la prima volta alle trasfusioni di sangue: «Ogni cristiano potrà decidere»
Cade uno degli elementi più controversi della religione, un divieto che finora ha impedito vitali cure mediche(Ansa)
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I Testimoni di Geova del mondo potranno donare e ricevere trasfusioni di globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine. Lo stabilisce un provvedimento dal titolo "2026 Governing body update #6", sesto aggiornamento dell'anno dal corpo direttivo.
Cade così uno degli elementi più controversi della religione fondata nel 1870 in Pennsylvania e che oggi conta oltre nove milioni di fedeli, riuniti in congregazioni presenti in più di 200 Paesi e territori. In un video in diverse lingue si ribadisce che «la vita e il sangue sono sacri» ma «i progressi in campo hanno fatto sorgere molte domande», prosegue il documento online. Quindi «ogni cristiano deve prendere la propria decisione in merito all'utilizzo del proprio sangue in ambito chirurgico e in relazione alle cure mediche». A questa svolta si dà una motivazione biblica citando la lettera di San Paolo ai Galati del Nuovo Testamento: «Ciascuno porterà il proprio fardello».
Il corpo direttivo dei Testimoni di Geova ha annunciato che la decisione di «accettare globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine ricavati dal sangue di un'altra persona è una questione di coscienza individuale. In modo simile, ogni Testimone deve decidere se donare o meno il proprio sangue, a patto che venga usato solo per provvedere ad altre persone componenti o frazioni. Il rifiuto, praticato da lungo tempo per motivi religiosi, delle trasfusioni di sangue intero» affermano in una nota rifacendosi ad un versetto biblico, preso dagli Atti degli Apostoli, «rimane invariato». «Il sangue rimane sacro per i Testimoni di Geova, che continuano a considerare la vita e il sangue preziosi doni di Dio», dichiara Paul Gillies, portavoce internazionale dei Testimoni di Geova. «Riconosciamo che le decisioni mediche riguardanti i componenti del sangue sono una questione di coscienza tra ciascun Testimone e il suo Dio, Geova».
«I Testimoni di Geova amano la vita e desiderano le migliori cure mediche disponibili. Non praticano guarigioni miracolose né vi fanno ricorso, e si rivolgono a medici in grado di fornire cure efficaci ma che al tempo stesso rispettino le loro volontà, i loro valori e le loro convinzioni», conclude la nota lasciando la decisione finale alle persone. «Le congregazioni non intervengono nelle decisioni personali che spettano alla coscienza del singolo. Continueremo a rispettare e sostenere le decisioni dei nostri compagni di fede», ha aggiunto Gillies. «Siamo inoltre grati ai molti medici competenti e premurosi che forniscono cure mediche di qualità rispettando le nostre volontà riguardo al sangue».
(Unioneonline)
