È arrivata in procura a Milano l'annotazione dei carabinieri sugli episodi dei giorni scorsi di “giustizia fai da te” e “ronde” a Rozzano, nell'hinterland. Un fenomeno che ha preso il via mercoledì scorso con il pestaggio di un marocchino da parte di alcuni passanti perché indicato come colui che poco prima aveva strattonato una donna di 40 anni, poi soccorsa. Nell'informativa, che prelude all'apertura di una indagine, i militari, che nei giorni scorsi hanno individuato in due persone gli autori dell'aggressione allo straniero, hanno ipotizzato il reato di percosse con l'aggravante dell'odio razziale.

L'annotazione è ora all'attenzione del procuratore Marcello Viola, che coordinerà l'inchiesta assieme a un pm che dovrà designare. L'ipotesi formulata dai carabinieri è iniziale e provvisoria e potrà anche essere modificata o ampliata dopo i necessari accertamenti.

Mercoledì sera in piazza erano un centinaio e il bilancio è stato di due magrebini picchiati. La sera dopo il numero dei cittadini è raddoppiato, hanno sfilato nel quartiere Aler e qualcuno ha dato fuoco a un giaciglio di fortuna in un cantiere. Tutti episodi su cui ora la Procura farà luce.

«Le ronde non sono Rozzano»: Mattia Ferretti, il sindaco della cittadina alle porte di Milano, ci tiene a precisarlo. «Sono felice che abbiano tutti preso le distanze - dice all'ANSA - e ieri ci sia stata una marcia, anzi una passeggiata, pacifica e interculturale dove c'erano gli abitanti di Rozzano».

Ieri sera c'è stata infatti una nuova manifestazione, ma diversa, con più partecipanti e un altro tenore. «Ieri - prosegue - Rozzano ha voluto far capire che non è frequentata da persone violente. E' arrivato il messaggio che sono le istituzioni che si occupano della lotta al crimine». Certo questo non significa che non ci siano problemi. «Rozzano ha 5.500 alloggi popolari su 40 mila abitanti - ricorda Ferretti - Ha delle criticità oggettive» ed è per questo che è diventata zona rossa e dal governo con il decreto Caivano ha ricevuto «fondi per combattere il degrado». «L'attenzione delle istituzioni è molto alta e io sono in costante contatto con il questore e il prefetto. Da subito ho preso le distanze da quello che poteva portare alla violenza. Le ronde - conclude Ferretti - sono qualcosa di non accettabile. Il diritto a manifestare è sacrosanto ma deve avvenire in modo pacifico e autorizzato. E ieri le famiglie e le persone per bene a Rozzano hanno dimostrato di esserci ed essere pacifiche».

(Unioneonline)

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