Furti per 184mila euro alla Coin di Termini: tra gli indagati 21 poliziotti e carabinieri
Usavano una commessa infedele. Il legale: «Dimostreremo l’insussistenza delle accuse»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Giacche, borse, camicie, cinture, profumi presi dallo store Coin della stazione di Roma Termini “pagandoli” pochi euro a una cassiera infedele che intascava il denaro. Sarebbe questo il cuore dell'indagine, condotta dai carabinieri della compagnia Centro e coordinata dalla Procura.
Sono 44 le persone finite sotto inchiesta: tra loro 21 uomini e donne delle forze dell'ordine, tra agenti della Polizia ferroviaria e carabinieri in servizio alla scalo ferroviario, indagati per furto aggravato in concorso.
L'inchiesta nasce dalla denuncia presentata dal direttore del negozio di via Giolitti in seguito a un ammanco di 184mila euro emerso con l'inventario di febbraio 2024, relativo all'anno precedente. Sarebbero quattro i dipendenti dello store coinvolti tra cui, in particolare, una commessa che avrebbe rimosso le placche antitaccheggio, messo da parte i capi scelti in anticipo, effettuato operazioni di cassa fittizie e intascato il denaro senza versarlo in cassa. Sono novanta i furti accertati in poco più di quattro mesi.
L'attività di indagine si è avvalsa di strumenti tecnologici di ultima generazione: gli inquirenti hanno, infatti, installato un software in una delle casse dello store grazie al quale è stato possibile smascherare l'attività illecita di una dipendente. Alla cassa risultavano transazioni di poche decine di euro - in parte intascati dalla cassiera - a fronte di "acquisti" di merce dagli importi nettamente superiori. Tra gli indagati figurano nove poliziotti: una primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore, un assistente capo, un vice sovrintendente, un assistente capo coordinatore, un sovrintendente capo, una agente. E poi dodici esponenti dell'Arma, un brigadiere, diversi vice brigadieri e un paio di appuntati scelti in servizio allo scalo.
I carabinieri indagati - contestualmente alla notifica dell'avviso di garanzia - sono stati tutti trasferiti in altre sedi in attesa degli sviluppi delle indagini. A ciascuno di loro vengono contestati uno o due episodi. «Sono indagati da ieri per episodi – dei quali dimostreremo l'insussistenza - dal valore di poche decine di euro e non come alcuni hanno riferito, per un giro da centinaia di migliaia di euro», sottolinea l'avvocato Andrea Falcetta difensore di otto carabinieri indagati. «I carabinieri, che parte della stampa già si affretta a definire 'ladri', appena 24 ore dopo le notifiche degli avvisi di garanzia nell'ultimo anno hanno già operato circa 50 arresti in flagranza di reato oltre a quasi un centinaio di denunce a piede libero», aggiunge, «hanno inoltre svolto servizi antitaccheggio in borghese recuperando e restituendo merce rubata per migliaia e migliaia di euro».
(Unioneonline)
