Drammatico incidente in laguna a Venezia: muore 25enne, dispersa la moglie
Aperto un fascicolo per omicidio nautico, i due erano sposati da tre mesiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lui è morto, i medici ne hanno dichiarato il decesso dopo aver fatto passare le sei ore per completare l'iter di accertamento. Lei è dispersa nella laguna di Venezia, battuta palmo a palmo da Carabinieri e Vigili del fuoco.
La tragedia di Sean Michieli e Gabriela Querino, sposi da tre mesi, è iniziata poco prima delle sei di ieri mattina, quando il barchino su cui viaggiavano si è scontrato con un taxi acqueo al largo dell'isola di Tessera, a poca distanza dall'aeroporto del capoluogo del Veneto. Sull'epilogo, nessuno si faceva più illusioni già dal primo pomeriggio di ieri. Gli accertamenti per dichiarare morto il 25enne, pescatore da generazioni, sono iniziati oggi pomeriggio e si sono conclusi dopo le 21. Le ricerche della 26enne di origini brasiliane, immediatamente contagiata dal marito con la passione per questo mestiere, sono state sospese con il tramonto.
Per diverse ore, ieri, non era certo che a bordo si trovassero entrambi. Ma i familiari di Michieli hanno detto che i due erano quasi inseparabili in barca e che quindi, con ogni probabilità, erano usciti insieme anche ieri, partendo da Burano, dove vivono, alla ricerca di esche. E, quando nella serata di sabato i Vigili del fuoco hanno ripescato il relitto del barchino, i Carabinieri hanno trovato alcuni elementi che hanno fatto propendere per la sua presenza a bordo. Per ora, però, Querino non è stata ritrovata.
I Vigili del fuoco hanno messo in campo i sommozzatori del nucleo regionale, l'elicottero e alcune moto d'acqua a supporto delle operazioni di ricerca. E domani sommozzatori ed elicottero torneranno in azione, perché finora non è bastato. Le acque della Laguna sono limacciose, è difficile orientarsi anche nel raggio di pochi metri e, ad aumentare ulteriormente il coefficiente di difficoltà delle ricerche, c'è l'alternarsi dell'alta e della bassa marea.
L'anno scorso venne ritrovato il barchino di un pescatore al largo di Punta Sabbioni e le ricerche, infruttuose, andarono avanti per settimane.
Intanto sull'incidente si muove la Procura di Venezia. Ricostruire la dinamica dello schianto con certezza non è semplice, perché l'unico testimone è il tassista. Prima dell'alba, al buio e nella nebbia della Laguna, nessuno a parte lui ha visto nulla. E ovviamente mancano telecamere. Difficile quindi attribuire colpe e responsabilità.
La Procura ha aperto un fascicolo che, a seguito della morte di Michieli, contempla l'ipotesi di reato prevista dall'articolo 589 bis, che regola l'omicidio stradale e l'omicidio nautico. Per la famiglia Michieli, quella che si profila in queste ore è una seconda tragedia che avviene nelle stesse acque su cui da generazioni si guadagnano da mangiare. Nel 2007 suo zio Endrius, che aveva 19 anni, morì per uno scontro tra il suo barchino e una bettolina che trasportava carburante. L'incidente avvenne a poca distanza dalle Fondamente Nove, di fronte all'isola-cimitero di San Michele. In quel momento era in corso un violento nubifragio, accompagnato da raffiche di vento.
Diciannove anni dopo, il cuore di Sean ha smesso di battere sul letto di un ospedale della terraferma mentre la moglie, che quel parente non lo ha mai conosciuto, è dispersa nelle stesse acque.
(Unioneonline)
