Il Dpcm (decreto del Presidente del consiglio dei ministri) «veniva adottato su proposta del ministro della Salute, sentiti gli altri ministeri, sentito il parere delle regioni, sentito il Cts ed è diventato uno strumento molto agile, in modo da intervenire prontamente in base all'evoluzione del contagio». Dunque, «ci è apparso come lo strumento più idoneo per l'applicazione delle misure in modo uniforme, per quanto necessario». Lo ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, durante l'audizione in commissione Covid che sta valutando il suo operato nella gestione della pandemia, quando era a capo del Governo. «Il dpcm – ha spiegato Conte – offre un più ampio ed efficace spazio di tutela dei cittadini. Lo può impugnare un singolo cittadino davanti al Tar, ed è anche successo».

Durante la pandemia, ha spiegato Conte, «abbiamo avuto un fitto dialogo con gli esperti del comitato tecnico-scientifico e con i rappresentanti degli istituti che offrono consulenza sul tema della sanità pubblica, come il Consiglio superiore della sanità, per avere una base di evidenza scientifica per le decisioni politiche assunte di volta in volta. Il fine di questo sforzo non era rimandare alla scienza la risposta ultima, visto che l'assunzione finale di responsabile spetta alla politica». «Ogni decisione – ha proseguito l’ex premier – è una scelta, che tutela un interesse ma ne comprime un altro. Bisogna governare una tale complessità, muovendo dal principio fondamentale del rispetto dell'uomo, colto nella concretezza dei suoi bisogni».

Ancora, «potete scavare quanto volete – ha detto conte davanti alla Commissione –  ma non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda. Perché comportamenti illeciti non ci sono mai stati. Ho svolto il mio compito come la Costituzione impone con disciplina e onore. E non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché queste ombre che gettate per mera speculazione politica finiscono per estendersi anche sugli uomini e sulle donne dello Stato che si sono battute per salvaguardare la comunità nazionale».

Conte ha anche depositato un documento: «Mi è venuto tra le mani – ha spiegato – in forma anonima e, appena pervenutomi con lettera anonima, e ho ritenuto che fosse degno di essere segnalato alla procura di Roma. Lunedì sono stato alla procura di Roma a consegnare questo documento che poi verrà allegato a questo verbale».

«È un documento redatto il 14 aprile 2022, a me è arrivato con i nomi oscurati ma ci sono tutte le qualifiche. Consta di 10 pagine - ha aggiunto Conte, affermando che riguarderebbe la consegna delle mascherine effettuata dalla società JC Electronics Italia, la stessa al centro di un contenzioso su una transazione da 100 milioni di euro con il governo Meloni. «Il modello di mascherine di colli depositati non corrisponderebbe alla mascherina con efficacia filtrante e avrebbe rappresentazione contraffatta del foglio di accompagnamento», ha evidenziato Conte, aggiungendo che «ci sarebbe la possibilità che siano stati consegnati 100 milioni di euro dello Stato a una società privata» per «mascherine che non erano corrispondenti alle caratteristiche anticipate e dichiarate».

(Unioneonline)

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