Non solo dalla festa ma saranno esclusi anche dai servizi operativi i vigili urbani coinvolti nella fuga di 30 cavalli a causa dell’accensione di fuochi d'artificio durante le prove della parata del 2 giugno.

«Prima di tutto li ho esclusi dalla parata e parlando con la comandante del gruppo intervento traffico ho deciso che le persone coinvolte saranno escluse dai servizi operativi. Anche a tutela degli stessi, della loro incolumità, poiché potrebbero essere oggetto di qualche improperio». Lo ha detto Mario De Sclavis, Comandante della polizia di Roma Capitale. «Non farò sconti a nessuno – ha ribadito De Sclavis – Non ci sono iscritti al registro degli indagati. Aspettiamo la procura. Non posso sospendere una persona» finché non si esprime «l'autorità giudiziaria. Faccio quello che è nella mia potestà».

L'incidente è avvenuto la notte tra venerdì e sabato alle Terme di Caracalla durante le prove per la parata: trenta cavalli, in posizione di attesa per le prove, imbizzarriti dall'esplosione dei botti a 200 metri di distanza, hanno percorso chilometri al galoppo tra i veicoli in transito, ferendo tre giovani soldati dei Lancieri di Montebello e una poliziotta ventinovenne.

La ricostruzione degli investigatori non lascerebbe spazio a molti dubbi. Sarebbero quattro i vigili urbani che l'altra notte si trovavano attorno alla batteria di fuochi. Oltre all'agente che materialmente ha acceso la miccia (un cinquantenne entrato nel Corpo con l'ultimo concorso e che avrebbe ammesso di aver acceso quei fuochi per “motivi goliardici”) c'erano tre colleghi dello stesso Gruppo. Dai video in sequenza e dalle testimonianze sarebbe emersa una “simultaneità" tra l'esplosione di quei botti e la fuga dei puledri. Sul caso sono in corso indagini dei carabinieri della compagnia Roma Centro, con la collaborazione della polizia locale, e una prima informativa è stata inviata in Procura.

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata