È definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, accusato di aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l'assalto al suo negozio il 28 aprile del 2021. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione penale di Cassazione. I giudici hanno rigettato il ricorso presentato dal difensore dell'imputato. I Supremi Giudici hanno quindi fatto passare in giudicato quanto deciso nel dicembre dello scorso anno dalla Corte d'Assise d'Appello di Torino. Roggero, oggi 72enne, è il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori, il 58enne Giuseppe Mazzarino e il 44enne Andrea Spinelli, dopo l'assalto al suo negozio. L'autista della banda, Alessandro Modica, fu ferito e riuscì a salvarsi.

Sia nel processo di primo grado ad Asti che in appello i giudici avevano respinto la legittima difesa invocata dall'imputato in forma putativa. Roggero inseguì nel parcheggio i banditi, armati di una pistola giocattolo e di un coltello, dopo che la rapina era già terminata, sparando una serie di colpi con la sua pistola contro la loro auto. «L'azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa», avevano scritto i giudici di appello nelle motivazioni della sentenza.

Sulla sentenza della Cassazione si è espresso Matteo Salvini, che ha rivolto un appello al presidente della Repubblica Mattarella. Il vicepremier e leader della Lega lo ha chiesto in un video su Instagram: «Per Mario adesso, insieme a tantissimi di voi, farò tutto il possibile perché venga concessa la GRAZIA. Un appello che rivolgiamo direttamente al signor presidente della Repubblica. Una grazia per un uomo onesto, che a 72 anni non merita di condividere una cella con dei veri criminali». Quindi ricorda: «In tanti, in tantissimi stiamo con Mario Roggero. Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita, che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un'aggressione, a un furto, a una rapina nel suo negozio, nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio. Ritengo profondamente ingiusta questa condanna. Abbiamo combattuto insieme per una nuova legge sulla legittima difesa, che ha evitato sofferenza e carcere a tanti cittadini perbene, ma evidentemente non basta e bisogna allargare ancora di più il sacrosanto diritto alla legittima difesa di chi viene aggredito. E lo faremo. Evitando per legge anche il risarcimento danni ai parenti dei ladri feriti o uccisi in seguito al loro crimine».

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