Biennale di Venezia, scontri al corteo pro-Pal e padiglioni chiusi
Global Project: «Lavoratrici e lavoratori in sciopero contro il genocidio in Palestina». Salvini ai Giardini: «Basta polemiche»(Ansa - Andrea Merola)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Scontri al corteo pro-Pal alla Biennale di Venezia e chiusura "anti Israele" di una ventina di Padiglioni nazionali, tra i Giardini e l'Arsenale. Finora l'elenco comprende: Austria, Belgio, Egitto, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, Regno Unito e Arti Applicate, ma la lista è in aggiornamento. Lo annuncia il canale Telegram Global Project: «Decine di padiglioni ed esposizioni della Biennale di Venezia rimangono chiusi per lo sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del Padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina».
Tensioni intanto questo pomeriggio alla mobilitazione «senza precedenti» promossa, tra gli altri, dal collettivo Anga - Art Not Genocide Alliance. In apertura del corteo, uno striscione con scritto "No padiglione genocidio, sì ai diritti delle artworkers". Numerose le bandiere della Palestina, le kefiah al collo e cartelloni con scritte come "Free Palestine, abolish Zionism". «Siamo qui perché il genocidio non si è mai fermato - ha detto uno dei manifestanti al megafono prima della partenza - e qualcuno vuole farci credere che basti coprire il genocidio con un padiglione alla Biennale. Abbiamo il dovere di essere in strada per riprenderci lo spazio politico, per dire che non possiamo accettare ne il genocidio né l'art washing che copre le politiche genocidarie dello Stato di Israele».
Nel pomeriggio è arrivato anche il ministro Matteo Salvini: «Sono qui per Venezia e per la Biennale e per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale».
(Unioneonline)
