Beatrice Venezi impugna lo stop al contratto per la Fenice: «Nullo e discriminatorio»
La direttrice d'orchestra ha fatto recapitare una Pec alla Fondazione in cui comunica la decisioneBeatrice Venezi (Ansa)
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Il provvedimento con cui il Teatro La Fenice di Venezia ha interrotto il rapporto di collaborazione con Beatrice Venezi sarebbe «nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio». È quanto sostiene la stessa direttrice d'orchestra, che ieri sera intorno alle 21.30 ha fatto recapitare, tramite i suoi legali, una Pec alla Fondazione in cui comunica la decisione di impugnare il provvedimento. «Può procedere, ovviamente», ha commentato il sovrintendente Nicola Colabianchi. «Noi non abbiamo nessun problema, i nostri avvocati risponderanno. Siamo totalmente tranquilli», spiega, precisando che non c'è «nessun contratto firmato» dalla Fondazione.
Nella lettera, inviata a poche ore dalla presentazione della Stagione lirica 2026-2027 del teatro veneziano, Venezi ribadisce la volontà di proseguire regolarmente l'attività professionale fino al 2030, sottolineando che le dichiarazioni che le sono state contestate non sarebbero state specificate e che le motivazioni risulterebbero generiche. La decisione di interrompere ogni rapporto di collaborazione con la direttrice d'orchestra era arrivata infatti lo scorso 26 aprile, a seguito di un'intervista al quotidiano argentino La Naciòn in cui aveva dichiarato, tra l'altro, che quella della Fenice sarebbe «un'orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio». Il 'colpo di grazia' dopo mesi di tensioni e proteste da parte delle maestranze per la sua nomina.
La direttrice d'orchestra, quindi, «intende continuare a mettere a disposizione della stessa Fondazione le proprie energie e prestazioni artistiche professionali - si legge - e compiere tutte le attività professionali, organizzative e produttive preliminari ed essenziali al rapporto lavorativo siglato tra le parti». I legali, infine, si riservano di adottare «provvedimenti ritenuti più opportuni e prudenziali a tutela dei diritti e degli interessi della propria assistita». Colabianchi ha commentato la vicenda questa mattina a margine della conferenza stampa, precisando che la Fondazione non aveva «firmato alcun contratto» con la direttrice d'orchestra.
A chi gli ha chiesto se esclude la possibilità di un accordo economico con Venezi, ha risposto «assolutamente sì. Stiamo parlando con i nostri avvocati - ha detto -, che ci daranno l'indicazione opportuna su quella che è la condotta da tenere. Però lo ripeto, noi siamo totalmente sereni perché abbiamo rispettato tutto dal punto di vista contrattuale». Quanto alla possibilità di nominare un nuovo direttore musicale, il sovrintendente si è mostrato cauto: «È sicuramente un'opzione che teniamo in considerazione, ma dipende da quella che sarà l'opportunità. Al momento aspettiamo ancora qualche mese prima di prendere decisioni, anche perché la questione ha suscitato tanta attenzione e quindi ci orientiamo verso una maggiore ponderazione. Poi - ha concluso Colabianchi - dobbiamo individuare una persona che abbia le caratteristiche ideali, valutare quali potrebbero essere le figure internazionali che possano portare il maggior valore aggiunto».
(Unioneonline)
