Il 12 febbraio avrebbe celebrato il suo compleanno numero 104, il terzo senza Maria. Vittorio Lai si è spento nella terra della sua amata, con cui ha diviso ottant’anni di vita insieme. Un amore infinito, cominciato con uno scivolone nel fango davanti alla sua casa.

Correva l’anno 1944, inverno di guerra. Vittorio è un militare inviato a Messina. A casa Arcolacci Cupido gli tende un agguato di prim’ordine. In sei mesi il colpo di fulmine diventa anello nel nome di Dio. E pensare che Maria monachella doveva andare. Ma nulla può la vocazione di fronte a questo simpatico foghesino che negli anni si sarebbe guadagnato fama internazionale. Ma andiamo con ordine.

Tra i due diversi isolani l’amore porta subito frutti. Saranno alla fine otto figli. Maria e Vittorio in totale possono vantare un palmares di tutto rispetto: nonni di diciotto nipoti, bisnonni di venti ragazzi e ragazze, trisnonni di quattro bambini. La leggenda di Nonno Pistola comincia a colpi di record, per longevità, simpatia e leggendaria carriera venatoria. Ma Vittorio era anche un abile artigiano e molto di più. Sorrideva ai fotografi di mezzo mondo, perfino a quel burbero di Oliviero Toscani, arrivato a Foghesu a immortalarlo tra i protagonisti del record per la più alta concentrazione di centenari.

Parlava con i giornalisti, perfettamente a suo agio tra microfoni, telecamere, storie e simpatiche bugie. Ma il suo segreto era Maria, dolce e paziente lei, spumeggiante lui. Una coppia senza tempo. E proprio nell’Isola di Maria Vittorio ha chiuso gli occhi, certo di poterla subito riabbracciare. 

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