Con l’arrivo del caldo torna anche uno degli incubi più comuni per chi vive con un animale domestico: le zecche. In primavera e in estate, infatti, cani, gatti e altri animali da compagnia diventano più esposti al rischio di entrare in contatto con questi parassiti durante passeggiate, escursioni o semplicemente nelle aree verdi cittadine. Per questo molti proprietari intensificano controlli e trattamenti antiparassitari, cercando di proteggere non solo i propri animali, ma anche l’ambiente domestico. Le zecche, infatti, possono attaccarsi al pelo degli animali e arrivare facilmente dentro casa, rappresentando un potenziale pericolo anche per l’uomo.

Ma quali sono i rischi reali legati alle zecche e come bisogna comportarsi in caso di puntura? A fare chiarezza è l’Istituto Superiore di Sanità, che invita soprattutto nei mesi più caldi a non sottovalutare il problema. Contrariamente a quanto si pensa, le zecche non saltano e non volano: restano tra erba alta, cespugli e vegetazione in attesa del passaggio di un animale o di una persona a cui aggrapparsi. Attratte dal calore corporeo e dall’anidride carbonica emessa con la respirazione, una volta attaccate alla pelle possono restare ancorate anche per diversi giorni senza provocare dolore, grazie a sostanze anestetiche contenute nella saliva.

Il vero rischio è legato alle malattie che possono trasmettere. In Italia le più note sono la malattia di Lyme e l’encefalite da zecca (Tbe), ma esistono anche altre infezioni batteriche e virali come rickettsiosi, ehrlichiosi e tularemia. Per ridurre il rischio di contatto, gli esperti consigliano alcune semplici precauzioni: durante passeggiate ed escursioni meglio indossare pantaloni lunghi e abiti chiari, evitare l’erba alta e controllare accuratamente pelle, vestiti e animali al rientro a casa. Fondamentale anche proteggere cani e gatti con antiparassitari specifici, soprattutto in primavera e in estate.

Se si individua una zecca sulla pelle, è importante rimuoverla il prima possibile ma senza improvvisare. Vietato usare alcol, olio, sigarette o altri rimedi “fai da te”, che possono aumentare il rischio di infezione. La rimozione corretta va fatta con una pinzetta a punte sottili, afferrando il parassita vicino alla pelle e tirando delicatamente. Dopo aver disinfettato la zona, bisogna monitorare eventuali sintomi nei giorni successivi: febbre, mal di testa, dolori articolari o un alone rossastro che si allarga attorno alla puntura sono segnali da non ignorare e per cui è consigliato contattare il medico.

(Unioneonline/v.f.)

© Riproduzione riservata