Vertenza scuola, l'autunno è subito caldoCentinaia di manifestanti in tutta l'Isola
Studenti e lavoratori della scuola in piazza in novanta città italiane. Tanti ruoli e un solo grido: "L'istruzione pubblica sta finendo in pezzi, difendiamola". A Cagliari un migliaio di manifestanti hanno invaso le strade, paralizzando la città.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'autunno caldo della scuola è iniziato anche in Sardegna. In centinaia sono scesi in piazza a Cagliari e a Oristano, come in una sessantina di città italiane. Studenti a fianco di insegnanti di ruolo e precari, personale amministrativo e tecnico. Ma anche gli operai dell'Alcoa di Portovesme si sono uniti con uno striscione. Per i lavoratori della scuola è stata una adesione allo sciopero nazionale indetto dalla Flc-Cgil contro la spending review che sottrae risorse al settore della istruzione pubblica sarda già in ginocchio, e per chiedere il rinnovo del contratto scaduto nel 2009 e l'ingresso di giovani e precari. Tanti ruoli diversi e un solo grido: "L'istruzione pubblica sta finendo in pezzi, difendiamola". I manifestanti hanno raggiunto piazza Repubblica, sede del concentramento e da qui un serpentone umano ha percorso le vie del centro città verso viale Trieste sede dell'assessorato Regionale della Pubblica istruzione.
CAGLIARI - Si è allungato il serpentone di docenti e personale tecnico amministrativo e studenti che hanno manifestato a Cagliari sotto le bandiere della Flc-Cgil. In oltre mille hanno sfilato in viale Trieste, sede dell'assessorato regionale della Pubblica istruzione, per scongiurare lo smantellamento della scuola pubblica e chiedere risorse, diritti, posti di lavoro, contratto, più insegnanti di sostegno e salvaguardia delle scuole nelle zone interne. Il corteo pacifico e colorato, sotto le bandiere del sindacato e scortato dalle forze dell'ordine, ha paralizzato la città. Il traffico è stato deviato dalla polizia municipalizzata in più punti. A dar manforte a studenti e operatori della scuola, sono scesi in piazza con caschi e striscioni anche gli operai dell'Alcoa di Portovesme che attendono con un filo di speranza che si faccia avanti concretamente un acquirente per lo stabilimento di Portovesme. "Siamo solidali con i lavoratori della scuola", ha affermato Pierpaolo Gai, della Fiom-Cgil. Tra i manifestanti si è visto anche il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, e la presidente della Provincia, Angela Quaquero. Sono giunti da tutta la provincia gli studenti delle superiori. "Chiediamo solo di essere ascoltati - ha urlato Davide Usula, del linguistico di San Gavino - i nostri diritti ci sono negati". Il corteo si è fermato per due tappe, una davanti alla Direzione scolastica regionale dove sono partiti cori contro il direttore e urla di protesta dal megafono da parte di Peppino Loddo, segretario della Cgil scuola della Sardegna. Un'altra sosta di fronte al palazzo del Consiglio Regionale dove i Consiglieri sono stati invitati ad affacciarsi alle finestre al grido di "buffonì. "La scuola sarda sta morendo - ha affermato Peppino Loddo - un terzo delle cattedre sparisce, si perdono posti di lavoro per via della spending review. Non possiamo permettercelo. Abbiamo già dato. Dal 2005 a oggi abbiamo dovuto rinunciare a diecimila posti di lavoro ed a cento autonomie scolastiche. I giovani e i precari hanno perso la speranza in un futuro. La classe politica sarda non può restare indifferente".
I CORTEI - La manifestazione si è svolta contemporanea in 90 città, da Roma a Milano, da Aosta a Cagliari: studenti, docenti, personale Ata, dirigenti e operatori della formazione professionale scenderanno in piazza "contro i nuovi tagli della spending review; per il rinnovo del contratto fermo dal 2009 e la restituzione degli scatti; per modificare la legge sulle pensioni che impedisce l'ingresso di giovani docenti e Ata nella scuola".