Un altro appello al Governoper la nuova Sassari-Olbia
Sono arrivati alla spicciolata per ricordare le 75 croci della Sassari-Olbia. C'erano sindaci, amministratori e cittadini da tutta la Gallura. Sul palco l'artista di Ploaghe Soleandro. Per lo sblocco dei fondi utili alla messa in sicurezza della strada, si registra l'appello di Francesco Cossiga: ho la parola dell'amico Giulio Tremonti. Il governatore Ugo Cappellacci punta sulla riunione del Cipe, la prossima settimanaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lo striscione arancione è appeso con lo spago, tra il camper del digiuno e la tenda della solidarietà. Sopra sono scritti settantacinque nomi, le settantacinque croci della Sassari-Olbia. Per loro, ieri, l'artista di Ploaghe, Soleandro, ha cantato, e Benito Urgu applaudito sotto una raffica di richieste arrivate da sindaci e amministratori. «Berlusconi non può e non deve dimenticare la Sardegna. Il raddoppio della statale non è una promessa, ma un nostro diritto. Ci spetta e non smetteremo di rivendicarlo», si ripete in coro. Lo farà anche il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, pronto alla «mobilitazione popolare», se da Roma non arriveranno i soldi della quattro corsie. Perché nei prossimi giorni, nella Capitale, si riunisce il Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica). Gestisce i soldi Par-Fas (per le aree sottoutilizzate), quelli che la Sardegna aspetta per raddoppiare i cento chilometri della Sassari-Olbia. Quelli che chiede anche il presidente emerito, Francesco Cossiga.
IL CONCERTO I soliti otto gradi dell'inverno fanno il paio con sciarpe, guanti e cappucci. La musica della solidarietà si accende dieci minuti prima delle 19. La strada del cuore è l'omaggio a chi, sulla Sassari-Olbia, ha perso vita e sogni. Ma la speranza non si è fermata sull'asfalto. Mai. E impiega un attimo a diventare battaglia di popolo. Soleandro, l'artista di Ploaghe, canta un'oretta, mentre intorno a un falò improvvisato si raccolgono volontari del 118, cittadini e politici, come in una preghiera.
L'APPELLO Per una volta non contano le tessere di partito. A prevalere è la voglia di vincere la battaglia. Il sindaco di Tempio, Antonello Pintus (Pdl) accompagna le parole con una smorfia di dolore. «Votiamo e continueremo a votare il presidente Berlusconi, ma il Governo si deve ricordare della Sardegna. La Sassari-Olbia è un'opera strategica per tutta l'Isola, non sono ammessi più ritardi». Poi un pensiero alla Gallura che «ha fatto passi da gigante in fatto di sviluppo, tuttavia ha una viabilità da Medioevo. Abbiamo dato tanto, ma quando si tratta di costruire strade, i soldi vengono dirottati su altri territori».
IL GOVERNATORE Insomma, la testa è lì, nei palazzi romani, dove nei prossimi giorni si riunisce il Cipe. Ugo Cappellacci tiene la guardia altissima: «Resto in attesa di questo appuntamento importante. Voglio sia chiara una cosa: se anche questa scadenza dovesse passare senza il via libera agli interventi per l'Isola, sono pronto a ogni iniziativa, di carattere istituzionale e anche di mobilitazione popolare, per ottenere, come ha ricordato il presidente emerito Francesco Cossiga, il rispetto degli impegni più volte ribaditi dal Governo».
IL PRESIDENTE EMERITO Proprio ieri Cossiga ha preso una posizione netta: «Sono certo che per il ministro dell'Economia, l'amico Giulio Tremonti, la “parola data” o la semplice stretta di mano abbiano come per noi sardi un valore maggiore di qualsiasi foglio di carta sottoscritto. Per questo confido di ricevere nei prossimi giorni buone notizie dalla riunione del Cipe per quanto riguarda la mia Sardegna con lo sblocco dei fondi Par-Fas. O, per lo meno, di una parte di essi: in particolare quelli che serviranno per realizzare il nuovo tracciato a quattro corsie della Sassari-Olbia».
LA BATTAGLIA A rivendicare il raddoppio è anche Benito Urgu, l'artista di Oristano che nella canzone La strada del cuore presta la voce fuori campo. «La nuova statale va realizzata a qualsiasi costo, anche rinunciato al faraonico investimento del ponte sullo Stretto». Un segnale forte è arrivato pure dalla commissione ai Lavori pubblici di Olbia. Ieri la seduta (c'erano tutti, maggioranza di centrodestra e opposizione) è finita al chilometro dieci, perché «ognuno deva fare la sua parte, e noi ci siamo», dice il presidente Giampiero Mura.
ALESSANDRA CARTA