Un'altra verità sulla strage: tutta colpa di un'auto pirata?
Gli indagati sono due, il conducente della Grande Punto e un oristanese: con la sua auto sarebbe passato sopra i corpi delle tre vittime e non si sarebbe fermato. Intanto l'avvocato Francesco Onnis avanza una nuova ipotesi: a investire i due Lisci ed Erby potrebbe essere stata un'auto-pirataPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Da un lato Agostino Collu, 48 anni di Senorbì, il conducente della Grande Punto subito individuata come la principale causa dell'incidente di venerdì scorso: è convinto di non aver investito le tre persone ferme in mezzo alla carreggiata al chilometro 18 della Carlo Felice all'altezza di Monastir in direzione Sassari, dopo i primi due tamponamenti, è stata un'altra auto, un pirata scappato dopo aver lasciato alcuni pezzi sull'asfalto. Dall'altro Pierluigi Porta, 47 anni di Oristano: viaggiava su una Citroen Xara Picasso verso Cagliari e nel buio di una sera particolarmente piovosa potrebbe aver investito i tre pedoni scaraventati oltre il guardrail per poi continuare la sua corsa senza curarsi di controllare che cosa fosse successo.
Collu era lì, al chilometro 18 e 100 della Carlo Felice quando sono arrivati soccorritori e investigatori, attorno alle 19,30 del 7 gennaio, era in mezzo alle lamiere contorte delle tante auto coinvolte nel tamponamento a catena, tra i 15 feriti che chiedevano aiuto, vicino ai tre corpi immobili sull'asfalto. Porta no, soltanto dopo ha telefonato al 112 per lasciare il suo numero di telefono, così è stato individuato e l'auto è stata sequestrata. Al pari di Collu è iscritto sul registro degli indagati ma l'imputazione è diversa, nel senso che entrambi sono accusati di omicidio colposo plurimo, Porta anche di omissione di soccorso. Ed è, quello di Oristano, soltanto uno dei tre automobilisti che secondo i sopravvissuti sono passati sopra i corpi di Ugo Lisci e della figlia Emanuela di San Gavino e dell'agricoltore di Nuraminuis Aldo Erby senza preoccuparsi di bloccare la macchina, uscire dall'abitacolo e verificare se ci fosse bisogno di aiuto. Insomma, questi avvisi di garanzia sembrano qualcosa più di un atto dovuto in vista degli accertamenti tecnici irripetibili ai quali hanno diritto di partecipare tutte le persone che potrebbero essere coinvolte nell'inchiesta penale. Gli indizi fin qui raccolti portano gli inquirenti a ritenere con una certa sicurezza che sia stata proprio la Grande Punto di Collu a travolgere i Lisci ed Erby, la telefonata di Porta ai carabinieri lo indica di fatto come uno dei pirati che dopo il secondo impatto non si sono fermati. Se così fosse bisognerà comunque accertare se Porta si sia accorto di aver investito tre persone o se invece la scarsa visibilità dovuta alla pioggia battente gli abbia impedito di capire quello che stava succedendo. Le indagini continuano comunque nel tentativo di individuare gli altri due automobilisti che sarebbero transitati in quel momento falciando i tre corpi per poi proseguire la corsa.
Ieri mattina gli avvocati dei due automobilisti sotto accusa, Francesco e Alessandro Onnis e Paola Macis, erano presenti nel momento in cui il sostituto procuratore Gilberto Ganassi, nel suo ufficio al terzo piano del palazzo di giustizia di Cagliari, ha conferito un incarico formale al medico legale Roberto Demontis e all'ingegnere della Motorizzazione civile Francesco Marongiu. Su richiesta esplicita dell'avvocato Onnis la ricostruzione della dinamica dello scontro dovrà tener conto dei risultati degli accertamenti medico-legali. Nessuno dei due automobilisti indagati era presente ieri mattina in Procura, l'avvocato Paola Macis non ha voluto commentare mentre Onnis ha rilasciato una dichiarazione che spalanca nuovi scenari: «Altri fattori causali attribuibili ad altri utenti della strada potrebbero evidenziare la non fondatezza dell'ipotesi accusatoria che coinvolge Collu». Di più Onnis non dice ma, al di là del linguaggio tecnico, sembra chiaro il significato della frase: Collu ritiene di non aver investito i Lisci ed Erby che sarebbero invece stati travolti da un'auto transitata poco prima e che dopo l'impatto avrebbe addirittura lasciato sull'asfalto alcuni pezzi sfuggiti alle indagini della polizia giudiziaria.
M. F. CH.