La società Coimpresa, che sta realizzando un intervento edilizio sul colle, chiede l'annullamento del decreto che ha dichiarato di interesse storico, culturale e artistico l'area a ridosso della più estesa necropoli punica del Mediterraneo, su cui era stato apposto anche un vincolo minerario per la presenza di una vecchia cava dismessa. Coimpresa era rappresentata in aula dagli avvocati Pietro Corda e Antonello Rossi, mentre l'Avvocatura dello Stato difende il ministero dei Beni culturali e la Soprintendenza, ma anche la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Sardegna. Nei giorni scorsi era arrivata la rinuncia agli atti da parte del Comune di Cagliari con l'avvocato Carla Curreli, mentre è stata confermata la costituzione degli attivisti di Legambiente, con il legale Giulia Andreozzi. Il collegio della seconda sezione del Tar chiamato a pronunciarsi sulla legittimità del decreto di dichiarazione di interesse storico e culturale ed artistico è composto dal presidente Tito Aru, a latere Antonio Plaisant e Giorgio Manca. La sentenza verrà depositata nelle prossime settimane.
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