Tutto esaurito nei porti turisticiGli yacht riscoprono la Sardegna
Nonostante la crisi economica i porti turistici della Sardegna hanno registrato il tutto esaurito ad agosto. Al completo i 3.500 posti barca dei 15 scali aderenti al consorzio "Rete dei porti della Sardegna", che rappresentano il 45% dell'offerta isolanaSardegna meta di vacanzieri e soprattutto di diportisti. Secondo i dati forniti dalla “Rete dei porti della Sardegna”, infatti, i 15 approdi aderenti al consorzio hanno registrato il tutto esaurito durante il mese di agosto e in particolare a cavallo di Ferragosto.
IL PANORAMA L'incremento ha riguardato il Nord e il Sud dell'Isola e ha invertito la tendenza negativa annunciata all'inizio dell'anno, basata sulla crisi internazionale. «Tutti i porti sardi sono stati presi d'assalto e se avessimo avuto più posti barca da offrire saremmo riusciti a riempirli, la lista d'attesa è lunga. Il problema è riuscire a destagionalizzare il turismo nautico», dice Franco Cuccureddu, sindaco di Castelsardo, consigliere regionale e presidente del consorzio dei porti turistici. Le stime fatte durante l'inverno mostravano un calo della richiesta di approdo e soprattutto il crollo delle vendite da parte delle più grandi società di costruzione di barche («Qualcuno non ha concluso nemmeno una transazione durante l'anno»), con i conseguenti licenziamenti del personale che in alcuni casi hanno raggiunto anche il 50%. Per l'estate, quindi, il consorzio stimava un calo del 20% delle presenze in banchina. La realtà, in attesa dei dati certi a fine stagione, ha portato una crescita degli approdi di circa il 15%. «Le imbarcazioni che ci interessano, quelle che giovano all'economia sarda», dice Cuccureddu, «sono ovviamente i grandi yacht che sebbene stazionino per poco tempo danno un bel contributo». Secondo i calcoli, ogni persona imbarcata su queste navi spende a terra circa mille euro al giorno. Elevato quindi l'indotto: si va dal ristorante, al fioraio, dai bar ai supermercati. Non ultimi i rifornimenti di carburante: gli yacht sono infatti in grado di acquistarne grandi quantità in una sola volta. «Una grande imbarcazione ha fatto il pieno: 100 mila litri di gasolio, 100 mila euro!».
I NUMERI La rete dei 15 porti (composta da Alghero, Stintino, Porto Torres-l'Asinara, Castelsardo, Isola Rossa, La Maddalena, Santa Maria Navarrese, Arbatax, Marina di Capitana, Perd'e Sali-Sarroch, Teulada, Portoscuso, Carloforte e Torre Grande-Oristano) mette a disposizione circa 3.500 posti barca, ovvero il 45% dell'intera offerta isolana (pari a circa 7.500 posti per un totale di 48 porti). Posti esauriti anche a Villasimius il cui approdo non fa più parte del consorzio.
LE CAUSE L'andamento positivo dei porti turistici ha riguardato tutta Italia con qualche eccezione, tra cui Portofino e Brindisi, come ha sottolineato anche una ricerca del Sole 24 Ore, ma in Sardegna il fattore determinate potrebbe essere la cancellazione della tassa sul lusso. «Abbiamo cercato di diffondere la notizia soprattutto all'estero e così molti turisti sono ritornati a visitare le coste isolane», aggiunge Cuccureddu. A suo dire, l'anno scorso numerosi diportisti avevano scelto altri lidi, lasciando proprio il Mediterraneo occidentale per scegliere le isole greche, la Croazia e la Turchia. Molta anche la concorrenza del Mar Rosso e del Golfo Persico con Dubai che mirerebbe a dirottare nei sui porti il 40% dei diportisti che ora viaggiano nel Mediterraneo. «Piani falliti a causa della crisi che ha fatto scegliere mete più vicine agli europei», precisa ancora Cuccureddu, «e anche dalla cancellazione della tassa sul lusso che limitava molti diportisti soprattutto per una questione di principio».
TURISTI Ad approdare nei porti sardi sono soprattutto i turisti tedeschi, tradizionalmente attratti dalle coste croate, dall'Adriatico e della isole Baleari. In Sardegna anche i diportisti francesi e svizzeri. I mega yacht russi, invece, hanno fatto tappa in Costa Smeralda.
IL PROGETTO E proprio sui porti sta per essere presentato il progetto comunitario “Odissea”, che mira a trasformare gli approdi turistici da semplici parcheggi di barche a luoghi di accesso al territorio. Chi arriva nell'Isola, ad esempio, potrà immergersi subito nella cultura locale gustando la zuppa gallurese o i malloreddus alla campidanese al posto dei più industriali panini o hamburger. Quattro i porti pilota su cui il progetto verrà messo alla prova: Carloforte, Castelsardo, Alghero e Santa Teresa. Il piano, piazzatosi al primo posto nella progettazione Ue per il 2007-2013, verrà preso come esempio anche da altre nazioni. Prime fra tutti Francia e Spagna dove sono state già avviate le pratiche.
ANNALISA BERNARDINI