. La scoperta è avvenuta casualmente nel corso dei lavori di restauro della chiesa. Lo scavo archeologico avviato dopo la segnalazione alla Soprintendenza ha permesso di evidenziare la presenza di una importante struttura muraria realizzata con blocchi di basalto e alcuni tratti di pavimentazione. Secondo gli archeologi Salvatore Sebis e Maria Lucia Pinna la struttura si riferisce a un ampio cortile circondato da capanne databile fra l'XI e il IX secolo avanti Cristo, cioè fra il Bronzo finale e l'età del Ferro, quando nuraghi ormai non se ne costruivano più, e la struttura sarebbe stata realizzata proprio con i massi di basalto provenienti dalla demolizione di un nuraghe. Contrariamente a quanto avviene di solito, lo scavo ha restituito pochissimi frammenti di ceramica. Risalgono, invece, a un periodo molto più tardo, compreso fra il XIV e il XVIII secolo dopo Cristo le tombe e gli scheletri (alcuni di bambini e adolescenti) rinvenuti nella parte posteriore della chiesa. (ANSA). E10-AR
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