Trasporto pubblico, la protesta dei sindacati: «No all’addebito degli incidenti agli autisti»
Una norma prevista dall’accordo nazionale autoferrotranvieri riaccende lo scontro tra sindacato ORSA TPL e ARSTPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una nuova norma riaccende lo scontro tra sindacato ORSA TPL e ARST. Fa molto discutere la decisione di addebitare interamente l’importo degli incidenti e sinistri stradali in capo agli autisti. Con una comunicazione del 12 giugno scorso l’ARST ha infatti comunicato che applicherà dal 1 luglio le «disposizioni minime previste dall’A.N. Autoferrotranvieri del 2015, ovvero applicare l’addebito integrale dei danni ai conducenti».
«Una scelta grave e inaccettabile – sbotta Luigi Melis della segreteria regionale ORSA Sardegna - chi guida ogni giorno autobus e treni affronta traffico, aggressioni, pressioni operative e responsabilità enormi. Non è accettabile che ogni problema gestionale venga risolto trasformando il lavoratore nell'unico soggetto chiamato a pagare».
Eppure l’accordo aziendale esistente del 2009 disciplinava con equilibrio la casistica degli incidenti. «In un momento storico in cui il settore del trasporto pubblico fatica sempre di più ad attrarre nuovi conducenti e a trattenere quelli già in servizio, l’idea di scaricare integralmente sui lavoratori il peso economico dei danni ai mezzi rischia di produrre effetti devastanti», prosegue Melis.
La battaglia sindacale di ORSA continua incessante: «Pretenderemo con forza che gli accordi sottoscritti vengano rispettati e che nessun lavoratore venga lasciato solo di fronte a richieste economiche illegittime o a interpretazioni arbitrarie della normativa. Perché gli accordi non possono valere soltanto quando fanno comodo all'Azienda o a chi, troppo spesso, si ricorda dei lavoratori solo quando il danno è ormai fatto».
