Trasporti assenti nell'IsolaLa vergogna delle ferrovie
Da oltre un mese Cagliari e Sassari non sono collegate. Inchiesta sulla situazione dei treni in SardegnaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
OZIERI Il treno non è in corsa. In verità, la velocità non è mai stato il suo forte. Non c'è proprio, il Minuetto. Uno dei cinque che fanno su e giù tra il sud e il nord dell'Isola, 220 chilometri in due ore e 50 minuti quando va bene, in quattro quando va meno bene. Una tratta simile, la Roma-Napoli, viene coperta in un'ora e cinquanta minuti con Intercity. Deserto sui binari: il treno da Cagliari a Sassari - basta alzare gli occhi verso il tabellone luminoso proprio sopra il posto di polizia - risulta soppresso. «Macché», sbotta un ferroviere pronto al cambio turno: «È annullato il Cagliari-Sassari. Le carrozze, da Cagliari, arriveranno qui nel pomeriggio». Benvenuti a Chilivani, secondo hub su rotaie della Sardegna da quando - circa un mese fa - un masso volato giù dal costone di Muros ha ucciso un macchinista, amputato la linea e ridotto a stazione di periferia quella di Sassari. C'è giusto il bar, ma i vagoni no: quelli arriveranno più tardi. Con calma: non c'è bisogno di prendere la rincorsa. Neppure per affrontare l'altopiano di Campeda. «Per rimettere la linea in sicurezza potrebbero essere necessari circa due mesi», dice Angelo Carta, assessore regionale ai Lavori pubblici, «ma cercheremo di adottare le procedure di urgenza». I ferrovieri confidano in tempi rapidi: a Sassari, i lavoratori delle ditte di appalto rischiano il posto di lavoro.
INCERTEZZA Il clima di precarietà che aleggia a Chilivani è comune a tutte le ferrovie sarde. Non al massimo del loro fulgore, nonostante poderosi interventi sulle infrastrutture (250 milioni di euro) e l'acquisto da una casa spagnola di treni veloci per un valore di 58 milioni che, nell'arco di due anni, potrebbero far cambiare passo di corsa a Trenitalia. Gli incidenti di percorso non si fermano a Muros. Scava scava, nella lista della spesa c'erano anche altri 4 Minuetto, modelli da tempo utilizzati sulla Cagliari-Sassari. Li ha acquistati la Regione: «Peccato che 2 siano parcheggiati nel porto di Civitavecchia da mesi», informa Walter Carta, segretario regionale della Fit-Cisl Trasporti, «perché è stato sospeso il servizio di trasporto delle merci con Golfo Aranci». L'azienda replica: «Colpa dello sciopero del personale marittimo di Rfi», divisione che si occupa della gestione della rete ferroviaria, «sospeso il 2 gennaio, ma il servizio non è mai stato soppresso». Sobria giustificazione di una scelta che, durante il congresso nazionale della Fit-Cisl trasporti a Chia, sei mesi fa, l'amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti definì forzata dagli eventi: «Troppi traghetti partono vuoti da Golfo Aranci», aveva detto, «meglio un servizio periodico ma con standard di efficienza elevati». Un trasporto a chiamata , insomma, che non convince i dipendenti della Cargo, la divisione di Fs che si occupa di trasporto merci. «È evidente che, senza iniziative forti di contrasto verso queste decisioni», prosegue Carta, «la Sardegna perderà la possibilità di restare collegata ai grandi flussi europei del trasporto merci, aggravando il suo isolamento». E ancora: «Moretti, contrariamente a quanto assicurato nei mesi scorsi, ha dichiarato di non poter garantire il trasporto in continuità territoriale, per la quale però continua a incassare 15 milioni all'anno. Oltre al danno la beffa nei confronti di un'azienda competitiva come la Keller, ma anche di altre imprese sarde, che non potranno restare sul mercato. Pertanto, chiediamo alla Regione un tavolo per fare il punto sulle prospettive della mobilità a partire dal sistema ferroviario».
I DATI Le cifre sono importanti anche nel settore passeggeri. La linea, 426 chilometri, non è elettrificata: è percorribile con treni diesel. I dati sono forniti da Ferrovie dello Stato: in Sardegna esistono 39 chilometri a doppio binario, da Decimomannu a San Gavino, in prospettiva una sorta di metropolitana per i collegamenti tra l'area cagliaritana e il Medio Campidano. Ogni giorno sono 181 i treni a disposizione dei 14.700 viaggiatori, di cui 4 mila abbonati. Passeggeri che, secondo la Cisl, alimentano ricavi per circa 8 milioni di euro all'anno.
I TRENI VELOCI In uno scenario di modernizzazione si inserisce la scelta di mezzi più veloci. Con uno stanziamento di 58 milioni la Regione ha acquistato 8 treni diesel ad assetto variabile, capaci di sviluppare una velocità pari a 180 orari. Il treno proposto dalla ditta Caf di Madrid (vincitrice dell'appalto), per le sue caratteristiche di potenza e di frenata e grazie alle caratteristiche del sistema di oscillazione di tutti i vagoni da cui è composto, può percorrere la Cagliari-Sassari, con due fermate (Oristano e Macomer), in circa 127 minuti, con un risparmio di circa 17 minuti rispetto all'ipotetico tempo di percorrenza del Minuetto ora in servizio. La tratta Cagliari-Olbia, con sei fermate (Oristano, Macomer, Chilivani, Oschiri, Berchidda e Monti), può essere percorsa in 141 minuti, con un risparmio di circa 20 minuti rispetto all'ipotetico tempo di percorrenza attuale. L'assessore ai Trasporti, Liliana Lorettu, ha assicurato che «i treni veloci saranno consegnati nel 2012» e che «i tempi di percorrenza saranno ulteriormente ridotti una volta conclusi gli interventi di “velocizzazione” delle linee di Rfi, Rete ferroviaria italiana».
LE INFRASTRUTTURE Tra le azioni sollecitate dal sindacato c'è quello sulle infrastrutture: «Sia sulla rete stradale che sul percorso ferroviario, particolarmente tortuosi soprattutto nel nord Sardegna», sostiene la Cisl. «Con alcune deviazioni del tragitto, comunque, si potrebbe migliorare il servizio». Un esempio: «Se si realizzasse una variante tra Giave e Campomela si potrebbero abbattere i tempi di percorrenza sull'asse Cagliari-Sassari di altri 15 minuti», spiega ancora Carta. «E se si trovasse il modo di adeguare la tratta Chilivani-Olbia si riuscirebbe ad arrivare a Cagliari dalla Gallura in due ore e mezza anche senza i treni veloci».
LAVORI IN CORSO Come informa Ferrovie dello Stato, però, sono praticamente ultimati i 39 chilometri a doppio binario tra Decimomannu e San Gavino, dove è stata realizzata anche la nuova stazione. Sono stati soppressi 32 passaggi a livello e adeguate le stazioni di Serramanna, Sanluri, Villasor e Samassi. Il costo complessivo degli interventi è di 215 milioni di euro, comprensivi dell'adeguamento tecnologico, centralizzato a Cagliari. Più in generale, sulla rete sarda, è stato avviato un programma per la riqualificazione dei principali scali passeggeri e per la creazione di aree di interscambio ferro-gomma. Interventi di manutenzione straordinaria e realizzazione di pensiline, marciapiedi, sotto-passi e parcheggi sono stati effettuati nelle stazioni di Olbia, Macomer, Abbasanta, Oristano, Villamassargia, Siliqua e nelle nuove tre fermate del servizio metropolitano Cagliari-Decimomannu. È inoltre previsto, entro il 2011, il completamento della fermata per l'aeroporto di Elmas: «Sono stati effettuati gli espropri», informano dall'azienda ferroviaria, «ora i lavori dovrebbero procedere con solerzia». Il progetto preliminare della nuova stazione di Olbia, invece, è stato presentato in Conferenza dei servizi per le autorizzazioni ma è bloccato a seguito dello spostamento del G8 dalla Maddalena all'Aquila. Il costo? Altri 38 milioni di euro. In previsione anche cinque varianti, in parte in galleria (una a Bauladu, due a Macomer, una tra Bonorva e Terralba, l'ultima tra Campomela e Sassari) per ridurre i tempi di percorrenza sulla Dorsale sarda. Servono 607 milioni ma non tutti sono disponibili. Come i Minuetto, acquistati e ancora parcheggiati a Civitavecchia per il blocco del traffico merci.
LORENZO PIRAS