Ad aprire il caso è stato lo stesso Soru, primo a prendere la parola dopo la relazione del segretario nazionale Giovanni Colli. "Mi sono dimesso - ha spiegato Soru - perché in due anni di mandato sono stato sistematicamente scavalcato ogni volta che si è trattato di decidere i posti di sottogoverno nei vari enti".

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, ha detto Soru, è stata la nomina del direttore generale della Asl di Oristano, che non solo non era stata concordata con la Federazione oristanese del partito, ma della quale non era stato neanche informato. Il presidente del partito Giacomo Sanna ha invitato i giornalisti presenti a lasciare la sala e il dibattito è proseguito a porte chiuse.

DIMISSIONI RESPINTE - Il Consiglio nazionale ha respinto le dimissioni del vicepresidente del partito Agnese Delogu. L'assemblea si è pronunciata all'unanimità su richiesta del presidente Giacomo Sanna, che ha dato notizia della lettera di dimissioni presentata da Delogu, senza entrare nei particolari sulle motivazioni e definendole comunque un fatto grave per la vita del partito. Secondo Sanna, Delogu ora avrà la possibilità di riflettere e magari rivedere con la massima serenità la decisione di dimettersi.

L'INTERVENTO DI COLLI - Alle recenti amministrative il Partito Sardo d'Azione è cresciuto ancora, ma c'è poco da festeggiare perché invece la coalizione di cui faceva parte, le elezioni, in particolare a Cagliari e a Olbia, le ha perse "e di molto". Questa in sintesi l'analisi del voto amministrativo svolta dal segretario nazionale sardista Giovanni Colli in apertura dei lavori del Consiglio nazionale convocato a Tramatza. "Le ragioni della sconfitta - ha spiegato Colli - gli altri partiti della coalizione dovranno cercarle al proprio interno con un po' di autocritica".

Colli comunque qualche spiegazione prova a offrirla. Elenca la voglia di cambiamento, la regola che in tempi di crisi i partiti al governo pagano necessariamente un prezzo in termini di consenso elettorale, accenna anche al possibile peso degli scandali personali del premier, ma si sofferma in particolare sulla questione delle primarie, che offrono qualche vantaggio perché permettono per esempio di aprire prima con la campagna elettorale, e consentono di scegliere il candidato migliore, che non a caso il centrosinistra ha fatto e il centrodestra no e che il Partito sardo d'Azione, invece, avrebbe fatto volentieri. In ogni caso, il risultato del voto non avrà conseguenze a livello regionale sulla tenuta della coalizione per quanto riguarda il Psd'Az. Non almeno a breve termine. Perché l'accordo elettorale con il centrodestra ha già permesso di portare a casa due importanti risultati previsti dall'accordo elettorale, la flotta sarda e il successo del referendum consultivo regionale sul nucleare, che non sarebbero stati possibili, secondo Colli, senza il peso decisivo del Partito Sardo d'Azione. "In ogni caso, ha puntualizzato Colli - a Cappellacci e agli alleati glielo abbiamo detto in faccia che non siamo soddisfatti di come vanno le cose in questa maggioranza, se i nostri punti programmatici non si realizzano saremo costretti ad assumere decisioni diverse". Il banco di prova potrebbe essere la questione dell'insegnamento del sardo e del bilinguismo. Colli spera di poterlo mettere nell'elenco delle cose fatte entro la fine dell'anno. Se così non fosse, i sardisti potrebbero anche riprendersi la libertà di provarci con altri alleati.
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