Tassa d’imbarco negli aeroporti sardi, Moro: «Da eliminare, la sperimentazione parta da Alghero»
Per il presidente del PSd’Az si tratta di un passaggio «indispensabile» per non perdere i collegamenti con le compagnie low costPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In Sardegna l’addizionale sui diritti d’imbarco pesa come un macigno sul sistema dei trasporti aerei. Tanto che la sua abolizione «si conferma una condizione indispensabile per non perdere i collegamenti delle compagnie low cost», in particolare quelli di Ryanair. Ne è convinto il presidente del PSd’Az, Antonio Moro, secondo cui nell’Isola sarebbe opportuno sperimentare l’eliminazione della tassa partendo dagli scali con minore traffico passeggeri, così da favorirne lo sviluppo e riequilibrare il sistema aeroportuale nei territori. Una soluzione che, in Sardegna, «sarebbe immediatamente praticabile».
L’abolizione totale dell’addizionale di imbarco nell’aeroporto di Alghero, infatti, comporterebbe per la Regione un costo stimato in «circa 5 milioni e mezzo di euro l’anno. I passeggeri complessivi dello scalo sono circa 1 milione e 700 mila, con una stima di 850 mila partenze annue. In questo modo si potrebbe avviare una prima sperimentazione della misura, in vista dell’estensione del beneficio anche agli aeroporti di Cagliari e Olbia».
Un modello – ricorda Moro – già adottato da altre Regioni. Calabria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e, da ultima, Emilia-Romagna si sono infatti fatte carico della tassa — pari a 6,50 euro a passeggero — ottenendo risultati significativi in termini di incremento del traffico aereo, aumento dei collegamenti e degli investimenti, con ricadute positive su occupazione, economia e turismo. «L’eliminazione totale della tassa di imbarco nei tre aeroporti sardi di Cagliari, Olbia e Alghero peserebbe sulle casse dell’Isola per circa 35 milioni di euro l’anno». Proprio per questo, come già avvenuto in Sicilia ed Emilia-Romagna, l’abolizione potrebbe essere avviata inizialmente solo negli scali con minore traffico, favorendo uno sviluppo più equilibrato del sistema aeroportuale regionale.
Per Moro «pensare di eliminare – come hanno affermato alcuni esponenti della Giunta regionale – l’addizionale soltanto nel periodo invernale (dal 30 ottobre 2026 al 27 marzo 2027) non consentirebbe infatti di trarre vantaggio dagli investimenti che le compagnie hanno assicurato di voler avviare per basare gli aeromobili, incrementare e stabilizzare rotte, tariffe e collegamenti, vanificando di fatto lo sforzo economico e le potenzialità del beneficio». In questo contesto, una possibile copertura finanziaria potrebbe arrivare dai risparmi sulle gare per la continuità territoriale. «L’attuale Giunta ha stanziato 100 milioni di euro – aggiunge il presidente del PSd’Az – ma si stima che ne serviranno al massimo la metà, considerando che alcune compagnie hanno già annunciato la rinuncia alle compensazioni economiche su alcune rotte particolarmente onerose». Risorse che potrebbero essere destinate fin da subito all’abbattimento dell’addizionale di imbarco, rilanciando trasporti, economia, turismo e occupazione nell’Isola.
