Sulcis, violentava la nipotina:nove anni di carcere allo zio orco
Era accusato, insieme alla convivente, di una serie incredibile di violenze sessuali su minori (due disabili di Novara) e sulla nipotina di appena otto anni. Ieri lo zio orco è stato condannato a nove anni.Dovrà scontare nove anni di reclusione per aver abusato della nipotina di otto anni e violentato altre due ragazzine di sedici e diciassette anni con problemi psichici. Questa la condanna pronunciata ieri mattina dal Gup del Tribunale di Cagliari, Giovanni Massidda, nei confronti di un artigiano sardo di 43 anni (di cui non pubblichiamo il nome per tutelare le piccole vittime): tre anni fa l'uomo era stato arrestato dai carabinieri assieme alla fidanzata piemontese di 23 anni con l'accusa di violenze sessuali su minori. La donna, ritenuta parzialmente incapace di intendere e di volere, è stata condannata, invece, a 3 anni e 6 mesi.
L'INCHIESTA A far scattare le manette ai polsi dell'artigiano, trapiantato in Piemonte da una quindicina d'anni, una minuziosa inchiesta avviata nel 2006 dai carabinieri di Novara che puntava a far luce su una presunta violenza sessuale ai danni di due ragazzine disabili, non ancora maggiorenni, con gravi problemi di natura relazionale. A provocare l'inchiesta, il sospetto della mamma di una delle due ragazzine, preoccupata per l'insolito comportamento della figlia sedicenne. Era stata lei ad indicare ai militari il nome dell'uomo, un immigrato originario della provincia di Carbonia-Iglesias. Messi sotto controllo i telefonini era venuta fuori la storia terrificante di sesso e violenze, comprovata dalle foto e dai filmati che i militari hanno recuperato dalle memorie dei cellulari.
L'ARRESTO Da qui, l'ordine di custodia cautelare anche per la donna, scattato in Piemonte qualche giorno dopo l'arresto del fidanzato che era stato bloccato dai militari non appena aveva messo piede nell'Isola. Intercettando le telefonate dei due, nel corso delle indagini, gli investigatori d'oltre Tirreno avevano scoperto che l'uomo si vantava di aver abusato anche della nipotina di appena 8 anni, residente nel paese del Sulcis dove l'artigiano si era nel frattempo stabilito. Così i carabinieri di Novara avevano deciso di avvisare i colleghi di Cagliari con la speranza, probabilmente, di evitare il peggio. Ma dopo l'arresto, sequestrato il telefono cellulare dell'operaio, i carabinieri avevano trovato le foto che documentavano come i rapporti sessuali con la piccola fossero già stati consumati.
IL PROCESSO Le due inchieste, quella piemontese e quella della Procura di Cagliari, erano poi confluite in un unico fascicolo. E ieri mattina, nell'aula per le udienze preliminari del Tribunale di Cagliari, si è chiuso il processo: un mese fa, il pubblico ministero Alessandro Pili aveva sollecitato la condanna per entrambi gli imputati. Il Gup, Giovanni Massidda ha inflitto 9 anni di reclusione l'artigiano, difeso dall'avvocato Pierluigi Concas, riconosciuto responsabile degli abusi sulla nipotina e delle violenze contro le due diciassettenni disabili, ma lo ha assolto per un'altra violenza sessuale continuata, per i maltrattamenti e le lesioni gravissime che era accusato di aver inflitto anche alla fidanzata.
LE CONDANNE La compagna, difesa dall'avvocato novarese Roberta Ferloni, è stata invece ritenuta parzialmente incapace di intendere e di volere e dunque condannata ad una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione. Alla famiglia della bambina, costituitasi parte civile e rappresentata in aula dall'avvocato Stefania Sulis, il giudice ha assegnato una provvisionale di 30 mila euro.
FRANCESCO PINNA