Riprese le ondate di sbarchi di migranti nel Sulcis: appello dei sindaci alla Prefettura
Decine di arrivi negli ultimi giorni. Dessì (Sant’Anna Arresi): «Non possiamo gestire l’accoglienza». Locci (Sant’Antioco): «C’è anche il problema dei natanti: che fine devono fare?»Il servizio di Valentina Orgiu
Con il ritorno del bel tempo si riattiva la rotta che dall'Algeria conduce alle coste del sud ovest della Sardegna. Negli ultimi giorni si contano più di 40 migranti sbarcati nelle coste del Sulcis, tra loro anche donne e bambini.
«Questo è il posto dove sono sbarcati la settimana scorsa gli ultimi migranti», dice da Porto Pino il sindaco di Sant’Anna Arresi, Paolo Dessì,
«erano dieci migranti: uno è stato anche male, è stato soccorso dal 118».
Un fenomeno che riporta in primo piano non solo il tema dell'accoglienza, ma anche le difficoltà organizzative dei territori che per primi si trovano a gestire gli arrivi.
«La prima accoglienza», prosegue Dessì, «è quella di gestire subito le persone dal punto di vista umano e tenerle in attesa a che Frontex arrivi per fare tutte le pratiche del caso. Abbiamo chiesto anche al prefetto eventualmente di metterci nelle condizioni di coordinare al meglio una situazione che è straordinaria ma è diventa ordinaria».
Non solo accoglienza, i sindaci puntano il dito anche sui barchini sequestrati dopo gli sbarchi. «Vengono presi questi barchini, o arrivano addirittura all'interno del porto, delle spiagge e poi non si sa che fare: sono da qualificare come corpo del reato», spiega il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, «C'è una macchina che accoglie, che si fa carico, ma vanno coordinati poi tutti gli aspetti che invece hanno un impatto negativo sulle nostre comunità».
