Acqua, è l'argilla la causa della torbidità nell'Oristanese, nel Nuorese e nel Sulcis
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E' il dilavamento della roccia argillosa la causa della torbidità - e dunque della non potabilità - dell'acqua nell'Oristanese, nel Nuorese e nel Sulcis.
Lo ha detto oggi l'amministratore unico di Abbanoa Alessandro Ramazzotti.
"Si tratta di acqua prelevata da pozzi e sorgenti che non passa dai potabilizzatori. Oggi l'acqua dei pozzi di Oristano non è buona e la misceliamo con quella di Santu Lussurgiu: questi pozzi andrebbero chiusi. Anche quella di Su Cologone - ha aggiunto Ramazzotti - arriva da una sorgente che crea torbidità ma la popolazione non vuole l'acqua del potabilizzatore di Olai". Ora Abbanoa si sta attrezzando con un piano da 75 milioni di euro che prevede, fra gli interventi, anche l'appalto per il nuovo potabilizzatore di Silì, con 9 milioni di euro, che dovrebbe risolvere la situazione nell'Oristanese. Il potabilizzatore sarà realizzato in 18 mesi e porterà la capacità dagli attuali i 100 a 460 litri al secondo.
Oltre a quest'opera è prevista la gara per la realizzazione della dorsale centrale dell'acquedotto di Torpè (12,1 mln) e delle dorsali nord e sud dello stesso acquedotto al servizio dei Comuni di Posada, Siniscola, Torpè e Budoni. Entro giugno, inoltre, saranno anche appaltati 13 interventi per l'efficientamento delle reti idriche, tra le quali anche quelle di Sassari e Porto Torres.
In attesa dei risultati delle analisi disposte dall'Asl 5 sui campioni di acqua prelevati lunedì e martedì a Oristano città e frazioni, il Comune ha di nuovo allertato la Protezione civile e l'autobotte con le insegne della Regione è di nuovo in campo per far fronte a una emergenza idrica che dura ufficialmente da due settimane, quando è stata firmata l'ordinanza di divieto, ma che in realtà i cittadini subiscono ormai da tre settimane.
Orari e punti di rifornimento restano gli stessi di lunedì scorso: dalle 9 alle 10.30 tra Massama e Nuraxinieddu nei pressi del serbatoio pensile, dalle 11 alle 12.30 nel quartiere di Torangius, dalle 13 alle 14.30 nel piazzale del vecchio ospedale San martino, dalle 15 alle 16.30 in piazza Torrente nel quartiere del Sacro Cuore. Alle 9 di sabato 19, invece, l'autobotte farà tappa al carcere di Massama.
A due settimane dall'ordinanza che certifica la non potabilità dell'acqua distribuita da Abbanoa a Oristano città e nelle frazioni di Massama e Nuraxinieddu, 30 mila cittadini attendono con ansia l'esito delle analisi disposte dall'Asl 5 per sapere se possono ricominciare a usare l'acqua del rubinetto di casa per bere e cucinare o se dovranno continuare ad arrangiarsi fra supermercati e autobotti della Protezione civile.
L'esito delle analisi era atteso per questa mattina, ma al momento non sarebbero ancora stati trasmessi dal laboratorio che le ha eseguite al Sian (Servizio igiene alimentare e nutrizione) dell'Asl, che poi dovrà comunicarle al Comune per l'eventuale revoca dell'ordinanza.
Intanto ieri sera della questione si è parlato in Consiglio comunale dove il sindaco ha annunciato per la settimana prossima un vertice in Prefettura con Abbanoa. Inoltre l'assemblea ha approvato, con 10 voti a favore e nove contrari, una mozione delle opposizioni che prevede il benservito al gestore unico regionale e il ritorno alla gestione diretta del servizio idrico.