Due pallettoni lo colpiscono a un spalla e al fianco. Ma non si perde d'animo. Riesce a rotolare fuori dall'auto, beffando i killer che forse lo credono morto. Poi si infila sotto la vettura dove resta per 39 ore. La lunga, incredibile penitenza finisce ieri sera, intorno alle 21, quando il fratello lo va a cercare nell'ovile tra Noragugume e Dualchi. Francesco Carta, cinquantadue anni di Noragugume, curriculum criminale di gran peso, coinvolto in sequestri di persona avvenuti negli anni Ottanta, ha perso molto sangue, ma non la lucidità. Al fratello racconta che due uomini mascherati lo hanno affrontato lunedì mattina, intorno alle 6, mentre arrivava all'ovile, a bordo della sua auto. L'Sos rimbalza al 118, ai carabinieri, alla polizia. L'ambulanza si precipita e lo soccorre dopo 39 ore di solitaria e devastante sofferenza. Ora è ricoverato nell'ospedale di Nuoro: le sue condizioni sono serie, ma è comunque fuori pericolo.

L'AGGUATO L'incredibile vicenda inizia lunedì mattina quando Carta raggiunge il suo ovile, come faceva da qualche tempo, dopo il suo ritorno a Noragugume al termine di vent'anni passati in carcere. Alle 6 l'aspettano due persone mascherate e armate di fucile. Conoscono bene le sue abitudini. Con loro, evidentemente, i conti sono rimasti aperti nonostante i tanti anni in carcere. Ma lui, avvezzo a navigare al limite di varie esperienze, compresa l'azzardata evasione dal carcere di Oristano nel 1984, non si lascia sopraffare, neppure dai due pallettoni che lo centrano al fianco e a una spalla. Il sangue gli cola a fiotti, ma resiste e con una forza sorprendente scivola fuori dall'auto fingendosi morto. I killer si convincono di avere portato a termine la missione di morte programmata. E se ne vanno, evitandogli il colpo di grazia e regalandogli così la salvezza. Carta prende ulteriori precauzioni. Strisciando con le energie residue riesce a infilarsi sotto la vettura che diventa il suo ultimo riparo, non solo dai killer. Lì passa tutta la giornata di lunedì, la notte che segue, e l'intera giornata di ieri. Sviene più di una volta, e poi si riprende in un alternarsi di lucidità e incoscienza. Il suo cellulare è dentro l'auto, lo potrebbe acciuffare per chiamare aiuto, ma ormai non riesce più a muoversi.

I SOCCORSI La salvezza arriva dopo le 21 di ieri, quando il fratello si preoccupa seriamente visto che per la seconda notte consecutiva non lo vede tornare a casa. Lunedì sera non ci fa caso perché capitava che Carta preferisse di frequente fermarsi nell'ovile. Ma non più di una notte. Perciò ieri sera decide di raggiungere l'ovile. È già buio. Percorre lo stretto viottolo che lo porta nel casolare. Poi nota il fratello, sotto l'auto, sanguinante ma vivo.

LE INDAGINI Da Ghilarza parte a quel punto l'ambulanza che, vista la gravità della situazione, accompagna il ferito all'ospedale di Nuoro dove i medici cercano di tamponare l'emorragia. Nelle campagne impervie di Noragugume arrivano i carabinieri della compagnia di Ottana, guidati dal capitano Antonio Parillo, e i colleghi del reparto operativo provinciale con il capitano Luigi Mereu. Intervengono anche gli agenti del commissariato di Macomer. I carabinieri avviano accertamenti e indagini, raccolgono la testimonianza sofferta del ferito che all'ospedale “San Francesco” viene sottoposto a trasfusioni di sangue e ad accurati esami medici. Sta male, ma è ormai scampato al peggio.

MARILENA ORUNESU
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