Sono rinchiusi da questa mattina in una cella della casa circondariale di Oristano i due presunti rapitori che avrebbero fatto parte del gruppo che nel settembre 2006 aveva sequestrato l'imprenditore di Bonorva (Sassari), Giovanni Battista Pinna, detto Titti. Sono stati arrestati all'alba, a conclusione di una complessa indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, gli allevatori Giovanni Maria Manca, di 51 anni, di Bonorva, e Antonio Faedda, di 44, di Giave, che dovranno rispondere di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione.

La stessa accusa è stata contestata anche a una donna di Macomer, Francesca Sanna, di 54, che lavora in una ditta di pulizie, per la quale non è stato, però, ritenuto necessario un provvedimento di restrizione della libertà. La donna, legata da rapporti di amicizia con uno dei due arrestati, sarebbe stata presente nella zona di Mulargia, fra Macomer e Bonorva, il giorno in cui si svolse un abboccamento fra i rapitori di Titti Pinna e padre Pinuccio Solinas. I due arresti, dei quali è stato reso conto nel corso di una conferenza stampa nella Questura di Oristano, sono il risultato di una lunga indagine del gruppo di lavoro a cui hanno collaborato le squadre mobili delle Questure di Oristano, Sassari e Nuoro, i Carabinieri del Ros e quelli della Compagnia di Ghilarza. L'indagine è partita dal giro di amicizie di Salvatore Atzas, l'allevatore di Sedilo già condannato per il sequestro di Pinna che tenne nascosto per mesi nel suo ovile. Il resto lo hanno fatto gli accertamenti sui tabulati telefonici degli arrestati, dello stesso Atzas e di Sanna, con la preziosa testimonianza di un conoscente di Giovanni Maria Manca.
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