23 febbraio 2013 alle 14:39aggiornato il 23 febbraio 2013 alle 14:39
Sequestro Doddore, davanti al TribunaleMeloni denuncia lentezza delle indagini
Ci sarebbe un filo conduttore che lega la lettera di minacce del 2009, l'assalto all'isola di Mal di Ventre (diventata poi Repubblica di Malu Entu) e il recente sequestro di persona.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un filo che porterebbe ad ambienti di estrema destra e vicini alle forze di polizia. Ne è convinto Salvatore "Doddore" Meloni, l'indipendentista sardo che dopo essere stato liberato, domenica scorsa, questa mattina davanti al Palazzo di Giustizia di Cagliari ha illustrato i suoi sospetti. Ha scelto il Tribunale sia perché vorrebbe che il procedimento sul suo sequestro finisse sui tavoli della Dda cagliaritana e allo stesso tempo per denunciare la lentezza delle indagini. Il 20 febbraio scorso, infatti, ha ricevuto dalla Questura di Oristano la notifica dell'inizio degli accertamenti tecnici sulla busta e sul cartoncino di minacce ricevuto il 27 luglio del 2009. "Perchè sono iniziate così tardi?", si domanda Meloni. In quella busta c'erano anche cinque cartucce 9x21, lo stesso calibro di quelle in dotazione alle forze armate. Questo particolare, secondo Doddore, sarebbe da collegare al sequestro, condotto da persone che Meloni ha definito "avvezze alle armi. Erano professionisti - ha sottolineato - ho sentito alla tempia la pressione di un'arma automatica. Ma non ho potuto vedere nulla perché avevo il passamontagna". E a chi dubita dell'esistenza dei Guardiani della Nazione, il gruppo che ha rivendicato il sequestro, Doddore risponde e spiega: "I guardiani della nazione sono citati nelle sacre scritture, tra questi ci sono gli arcangeli e in particolare Michele. Proprio l'arcangelo Michele è il patrono della Polizia di stato, dei paracadutisti della Folgore e di formazioni di estrema destra. Fate voi i collegamenti che mancano".
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